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L’innovazione targata Italia riparte dal primo CES tutto digitale

Al CES 2021 l’ICE - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane - supporta la presenza di 53 fra le più interessanti startup italiane

11 Gennaio 2021

 Parte oggi l’edizione 2021 - tutta rigorosamente virtuale all’indirizzo https://digital.ces.tech/home - del Consumer Electronic Show di Las Vegas, previsto sino al 14 gennaio prossimo.

 L’Italia che innova avrà un ruolo da protagonista anche quest’anno grazie alla presenza di 53 startup supportate come negli passati da ICE, Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, impegnata sin dal 2012 nella promozione dell’imprenditoria innovativa tramite la partecipazione a iniziative internazionali specializzate che vanno appunto dal CES di Las Vegas al Mobile World Congress di Barcelona, a Vivatechnology di Parigi, allo AI ​​Summit di Londra, a DLD di Tel Aviv, a Smart City Expo and World Congress di Barcelona, al Web Summit di Lisbona, al GITEX in Dubai, allo Slushdi Helsinki, a molte altre ancora,.

 

Il CES di Las Vegas è da anni un punto di riferimento e un appuntamento da non mancare per capirein che direzione muova l’innovazione a livello mondiale; un appuntamento che quest’anno assume, inoltre, i tratti di una forte volontà di rivalsa dopo mesi di lotta alla pandemia che ha funestato il 2020, rallentando l’economia e rendendo più complessa l’espressione di quella forte volontà di imprenditoria innovativa che caratterizza l’Italia. 

 

Si fa più nutrita la delegazione italiana, che come e più degli anni passati compone una proposta di qualità a copertura di praticamente tutti i settori tecnologici, dalla stampa in 3D alle tecnologie 5G, dalla AR alla AI, e ancora Blockchain, Cloud Computing, IoT, robotica, wearables, progetti per la digitalhealth, l’Entertainment, il Fitness, le Smart city e le Smart Home e molto, molto altro ancora.

 

"Il numero delle StartUp  italiane al CES è notevolmente aumentato nelle ultime due edizioni e anche quest'anno, nonostante la manifestazione si terrà in modalità virtuale, abbiamo registrato un incremento delle presenze. Segno che il tessuto delle nostre imprese più innovative è vivace e ha successo anche all'estero". - afferma Carlo Ferro, Presidente di ICE Agenzia – “Vogliamo riconoscere l’internazionalizzazione come uno dei fattori chiave per lo sviluppo dell’ecosistema italiano dell’innovazione e, come ICE, siamo fortemente impegnati su questo tema, anche con il nostro Global Start-up Program. Un progetto che mette a disposizione delle nostre startup la possibilità di sviluppare, attraverso stage in acceleratori esteri, una rete di potenziali business partner e investitori di venture capital esteri.  Il supporto all’internazionalizzazione delle start-up è quindi funzionale a uno sviluppo virtuoso di finanziamento, innovazione e crescita. In bocca al lupo a tutte le startup che partecipano all’edizione di quest’anno." 

 

L’ecosistema italiano delle startup ha subito una forte accelerazione nel corso degli ultimi anni e la pandemia ha causato solo un piccolo rallentamento. Secondo i dati più recenti dell’Osservatorio Startup Hi-Tech del Politecnico di Milano, nel 2020 le startup hanno raccolto 683 milioni di Euro (solo un -2% rispetto a 12 mesi prima), più del doppio rispetto al 2017(313 milioni di Euro) e quasi cinque volte più del 2015 (147 milioni di Euro).

 

Al termine del 3° trimestre del 2020[2], il numero di startup innovative iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese era di 12.068, in aumento di 572 unità (+5%) rispetto al trimestre precedente. Per quanto riguarda la distribuzione per settori di attività, il 73,6% delle startup innovative fornisce servizi alle imprese (in particolare, prevalgono le seguenti specializzazioni: produzione di software e consulenza informatica, 35,9%; attività di R&S, 13,7%; attività dei servizi d’informazione, 9,1%), il 17,7% opera nel manifatturiero (su tutti: fabbricazione di macchinari, 3,1%; fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici, 2,8%;), mentre il 3,2% opera nel commercio.

 

Interessante sottolineare che il 42,6% delle startup italiane ha almeno una donna presente nella compagine sociale, mentre la percentuale di startup innovative con una prevalenza femminile – ossia, in cui le quote di possesso e le cariche amministrative sono detenute in maggioranza dal donne – è pari al 13,2%.

 

Le startup innovative a prevalenza giovanile (under 35) sono pari al 18,6% del totale, dato di tre punti percentuali superiore rispetto a quello riscontrato tra le nuove aziende non innovative (15,6%). Ancora maggiore è la differenza se si considerano le aziende in cui almeno un giovane è presente nella compagine sociale: queste rappresentano il 41,9% delle startup, contro il 33,2% delle altre imprese.

 



 
 

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