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Stipulato accordo di libero scambio Ue-Australia: +33% di export europeo, via il 99% di dazi, rafforzata cooperazione bilaterale

L'Unione Europea e l'Australia si avvicinano nel tentativo di contrastare le oscillazioni tariffarie di Trump e di ridurre la dipendenza economica dalla Cina. Dopo anni di negoziati, von der Leyen e Anthony Albanese hanno firmato un accordo che abbraccia diversi settori, tra cui quello commerciale, militare e tecnologico

24 Marzo 2026

Stipulato accordo di libero scambio Ue-Australia: +33% di export europeo, via il 99% di dazi, rafforzata cooperazione bilaterale

(fonte: AFP)

L'Unione Europea e l'Australia hanno infine stipulato un accordo di libero scambio chiudendo così a Canberra un intenso round di negoziati volti a dare una spinta all'export europeo e avvantaggiando le imprese del Vecchio Continente con l'eliminazione di oltre il 99% dei dazi sui beni esportati. L'accordo, che si promette di ripensare ai rapporti commerciali tra l'Europa e l'Australia, giunge in una particolare congiuntura storico-politica: da un lato, le incertezze scatenate dalla guerra in Medio Oriente e le ripercussioni prodotte dal blocco dello Stretto di Hormuz, quindi le strategie tariffarie di Donald Trump e l'incedere nei mercati dell'influenza cinese.

Stipulato accordo di libero scambio Ue-Australia: +33% di export europeo, via il 99% di dazi, rafforzata cooperazione bilaterale

Dopo circa 10 anni di trattative, l'Unione Europea e l'Australia hanno aperto un fronte comune in materia di libero scambiorafforzamento della cooperazione bilaterale. Al centro dell'accordo, firmato dalla Presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e dal primo ministro australiano Anthony AlbaneseCanberra, nella notte italiana di oggi, 24 Marzo, non vi sono solo questioni di mercato e commercio, o di tecnologia, ma di partnership in materia di sicurezza e difesa. "Questi accordi creano strutture durature, basate sulla fiducia per sostenere la pace e la sicurezza, nonché promuovere la prosperità attraverso un commercio basato su regole certe" ha fatto sapere von der Leyen. Gli obiettivi centrali dichiarati sono essenzialmente due: proteggersi dalle mosse tariffarie statunitensi - che la Corte Suprema degli Usa ha bocciato, ma su cui Trump non si è lasciato scoraggiare ricorrendo invece ad altri mezzi di applicazione dei dazi -, e svincolarsi dalla dipendenza economica cinese.

Il cuore dell'accordo conta misure fondamentali per l'Ue. Anzitutto, la prospettiva di un aumento del 33% delle esportazioni europee verso l'Australia nei prossimi 10 anni. Qundi, l'eliminazione di oltre il 99% dei dazi sui beni europei esportati. Da un lato, con l'export, si prevede un guadagno di circa 17,7 miliardi di euro; con l'eliminazione di tasse doganali invece, un risparmio di un miliardo di euro. Ad essere coinvolti saranno i settori dell'automobilistica, del caseario, e quello chimico: dazi saranno eliminati su formaggi, preparati a base di carne, vini e spumanti, cioccolato, dolciumi. Più delicata invece, la questione relativa a settori "sensibili" come quello delle carni bovine, ovine e caprine, sui cui prodotti Canberra consentirà importazioni a dazio zero o ridotto dall’Australia solo in quantità limitate.

Di contro, l'Australia ha ottenuto un aumento dell'esportazione di carne rossa di cui il 55% con esenzione da dazi. Un punto significativo dell'accordo riguarda poi la rinuncia del nome "prosecco" sui vini australiani esportati: il periodo di adeguamento sarà però di 10 anni. "Tutte le esportazioni australiane di beni industriali verso l'Ue diventeranno esenti da dazi" ha comunicato von der Leyen durante la conferenza stampa a Canberra.

Oltre ai mercati, la sicurezza. Con l'accordo, von der Leyen e Albanese hanno siglato un partenariato volto a rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza marittima, protezione informatica e contrasto alle minacce ibride e alla manipolazione delle informazioni. L'Australia potrebbe inoltre diventare membro associato di Horizon Europe, programma di finanziamento europeo per la ricerca e l'innovazione. Infine, il trattato faciliterà l'accesso alle materie prime (litio, alluminio, manganese) presenti in sottosuolo australiano.

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