13 Marzo 2026
Fonte: Xinhua
L'operazione militare congiunta di Usa e Israele "Epic Fury" ribattezzata online "Epstein Fury". La tesi alla base di questa denominazione è che la guerra non sia stata scatenata per motivi strategici, bensì per il coinvolgimento di Trump negli Epstein files. Una tesi a cui crede anche Teheran, visto che recentemente la tv di Stato iraniana ha pubblicato un video in stile Lego nel quale si vede il tycoon che comincia l'aggressione proprio dopo aver sfogliato un libro chiamato "File Epstein". Tanto è bastato per far intervenire la lobby filo-israeliana Anti-Defamation League, secondo cui collegare Epstein alla guerra è "antisemita".
L'attacco congiunto di Usa e Israele all'Iran usato per distogliere l'attenzione dal coinvolgimento di Trump negli Epstein Files. È questa la tesi che ha portato a ribattezzare l'operazione "Epic Fury" in "Epstein Fury". Secondo l'Anti-Defamation League e altre organizzazioni la denominazione sarebbe "antisemita". Il motivo principale starebbe nel collegamento tra Epstein, che era ebreo, e "controlli occulti" su politica estera americana, élite finanziarie e decisioni belliche a favore di Israele.
È stato lo stesso Oren Segal, senior vice president dell'Adl per il counter-extremism, a dichiarare che tali denominazioni "sono stare rapidamente strumentalizzate da attori estremisti per promuovere narrazioni antisemite che legano élite ebraiche presunte, sfruttamento minorile e controllo sugli affari Usa".
L'Adl sostiene che questa narrazione colleghi direttamente i file Epstein a presunte prove di "controllo sionista sulla politica, collusione con la classe dominante e legami tra Israele/Mossad e pedofilia".
Tuttavia, l'Anti Defamation League è conosciuta per confondere volutamente antisemitismo con antisionismo e con le legittime critiche nei confronti della politica israeliana. Nel 2022 il ceo della lobby Jonathan Greenblatt ha scatenato diverse polemiche perché ha equiparato l'opposizione a Israele alla supremazia bianca, definendo l'antisionismo come puro e semplice "antisemitismo" in un discorso ai leader dell'organizzazione.
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