12 Marzo 2026
Sarebbe riconducibile agli Stati Uniti la responsabilità della strage avvenuta nella scuola elementare femminile di Minab, in Iran, dello scorso sabato 28 Febbraio, dove persero la vita 175 persone di cui per lo più bambine. A riferirlo è un'indagine militare interna al Pentagono, ancora in corso ma che ha fornito al New York Times alcuni preliminari e fondamentali esiti dell'inchiesta. Fonti informate hanno dichiarato che alla base del bombardamento della scuola con missili Tomahawk vi sarebbe un "errore di mira" da parte dell'esercito Usa che, basando le coordinate di puntamento su informazioni obsolete e non aggiornate, avrebbe considerato l'Istituto come parte di una base militare dei Pasdaran. Eppure, l'edificio scolastico sarebbe stato fuori dal perimetro militare da almeno dieci anni, riferisce il quotidiano statunitense.
Sono ancora numerosi gli interrogativi relativi al caso del drammatico attacco, con missili Tomahawk, della scuola elementare femminile "Shajarah Tayyebeh" in Iran, dove a morire furono oltre 160 persone tra studentesse, insegnanti e genitori. Alcune informazioni cruciali per fare luce sulla responsabilità della tragedia erano già trapelate giorni addietro: il raid statunitense sarebbe stato causato da un errore dell'intelligenza artificiale utilizzata dall'esercito. Ora però che l'indagine militare - ancora in corso - prosegue, è emerso un ulteriore aspetto che bisognerà accertare: quello che viene chiamato "errore di puntamento" sarebbe nato da coordinate di bersaglio create dal Comando Centrale Usa (US Central Command) sulla base di informazioni vecchie e obsolete.
Informazioni non aggiornate, fornite dalla Defense Intelligence Agency, che indicavano la scuola femminile come un target legittimo in quanto considerata base dei Guardiani della Rivoluzione Iraniani. A quanto risulta, in effetti la palazzina ne era stata una base militare, ma - secondo quanto riferito da un'inchiesta del New York Times - aveva cambiato funzione almeno dieci anni prima. Le persone sentite dal quotidiano americano hanno parlato a condizione di anonimato, in virtù delle informazioni sensibili rilasciate e alla luce delle ultime dichiarazioni del Presidente Usa Donald Trump che due giorni fa affermava: "Non saprei, il Tomahawk (...) viene utilizzato e venduto da altri Paesi. Che si tratti dell'Iran, che ha anch'esso dei Tomahawk, o che si tratti di qualunque altro Paese, il fatto è che un Tomahawk è molto generico".
La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha preso tempo davanti a quella che rischia sempre più di configurarsi come uno degli errori militari Usa più devastanti degli ultimi decenni: "Come riconosce lo stesso New York Times nel proprio reportage, l’indagine è ancora in corso". A creare "confusione", spiegano le fonti, è il fatto che tale scuola si trovasse nel medesimo isolato utilizzato dalla Marina dei Pasdaran, uno dei principali obiettivi americani nel conflitto contro l'Iran. Eppure, continua il quotidiano, pur avendo originariamente fatto parte della base militare, la scuola sarebbe stata separata dalla stessa tramite recinzione verosimilmente tra il 2013 e il 2016. Senza considerare le aree gioco, il campo sportivo, i muri dipinti di rosa e di blu: tutti segnali - visibili per via satellitare - che indicavano la rifunzionalizzazione dell'edificio.
Ciò che dunque suscita interrogativi è il motivo per cui la Defence Intelligence Agency si trovasse in possesso di dati obsoleti poi comunicati al Central Command, e perché gli stessi non fossero stati opportunamente aggiornati. Ora le indagini dovranno focalizzarsi su una molteplicità di fattori e di agenzie coinvolte nell'elaborazione di bersagli militari, inclusa la National Geospatial-Intelligence Agency (NGA), che fornisce e analizza immagini satellitari dei potenziali bersagli. Al momento non sono arrivati commenti da parte né di funzionari dell'Intelligence, né del Presidente Usa Trump.
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