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Iran, Trump torna alle crociate: comandanti dicono alle truppe che "tycoon è unto da Gesù e la guerra è parte del piano divino"

Secondo Weinstein, ex ufficiale dell’aeronautica, la retorica religiosa nei briefing operativi rappresenterebbe una violazione della separazione tra Stato e Chiesa

04 Marzo 2026

Iran, Trump torna alle crociate: comandanti dicono alle truppe che "tycoon è unto da Gesù e la guerra è parte del piano divino"

Trump e gesù

Nel pieno della nuova escalation contro Teheran, oltre 200 militari statunitensi avrebbero presentato reclami formali contro i propri superiori accusandoli di aver giustificato la guerra all’Iran con riferimenti religiosi estremisti. Secondo le denunce raccolte da un’organizzazione per la libertà religiosa nelle forze armate, alcuni comandanti avrebbero detto alle truppe che l’offensiva rientra nel "piano divino" e che Donald Trump sarebbe "unto da Gesù" per scatenare l’Armageddon.

Iran, Trump torna alle crociate: comandanti dicono alle truppe che "tycoon è unto da Gesù e la guerra è parte del piano divino"

Le segnalazioni arrivano da diverse basi e coinvolgono membri di marina, esercito, aeronautica e forza spaziale. A raccoglierle è stata la Military Religious Freedom Foundation, secondo cui più di 200 militari avrebbero denunciato briefing operativi trasformati in sermoni apocalittici. In uno dei reclami, presentato da un sottufficiale a nome di altri 15 commilitoni, si riferisce che un comandante avrebbe invitato i presenti a non avere paura perché quanto sta accadendo contro l’Iran sarebbe "all part of God’s divine plan". Durante l’intervento sarebbero stati citati passi del Libro dell’Apocalisse e il concetto di Armageddon come evento imminente.

A rendere pubblica la vicenda è stato il presidente della fondazione, Mikey Weinstein, ex ufficiale dell’aeronautica, che parla di un clima di euforia ideologica tra alcuni vertici militari convinti di trovarsi davanti a una guerra "biblically sanctioned" e segno dell’avvicinarsi degli "End Times".

Secondo Weinstein, l’iniezione di retorica religiosa nei briefing operativi rappresenterebbe una violazione della separazione tra Stato e Chiesa e delle norme che regolano la neutralità confessionale delle forze armate. I militari che hanno sporto denuncia includono cristiani, musulmani ed ebrei, segno che il disagio non riguarda una sola comunità di fede ma il principio stesso di pluralismo interno.

Il capo del Pentagono Pete Hegseth, noto per posizioni vicine al nazionalismo cristiano, non ha risposto nel merito delle denunce ma ha rilanciato comunicazioni ufficiali sull’operazione militare. In passato aveva espresso apprezzamento per teorie come la "sphere sovereignty", legata al ricostruzionismo cristiano, e condiviso contenuti del pastore Doug Wilson, figura di riferimento di ambienti evangelici conservatori.

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