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Gaza, azienda palestinese Masoud&Ali Contracting Co incaricata di costruire 1° comunità pianificata a Rafah, Ong: "Lager"

A Rafah previsto un complesso finanziato dagli Emirati per sfollati palestinesi: critiche delle Ong che temono sfollamenti forzati e aree chiuse sotto controllo militare. L'azienda palestinese è la Masoud & Ali Contracting Co

27 Febbraio 2026

Logo Masoud&Ali Contracting Co

Logo Masoud&Ali Contracting Co, fonte: sito

L'azienda palestinese Masoud & Ali Contracting Co. è stata incaricata di costruire la prima comunità pianificata a Rafah, destinato a ospitare migliaia di gazawi e finanziata dagli Emirati Arabi Uniti. Insieme a lei, altre due ditte immobiliari egiziane. Le Ong sono insorte: "Le comunità pianificate saranno lager a cielo aperto e l'azienda Masoud & Ali Contracting Co., se è stata selezionata, sicuramente sarà formata da persone con interessi economici filo-israeliani".

Gaza, azienda palestinese Masoud&Ali Contracting Co incaricata di costruire 1° comunità pianificata a Rafah, Ong: "Lager"

Una società palestinese con sede nella Striscia di Gaza sarebbe stata selezionata per realizzare il nuovo complesso abitativo finanziato dagli Emirati Arabi Uniti nel sud dell’enclave, nella città di Rafah. Secondo fonti citate da Reuters, l’appalto sarebbe stato assegnato alla Masoud & Ali Contracting Co. (Macc), azienda attiva da decenni in grandi progetti infrastrutturali tra Gaza e Cisgiordania.

Il progetto, noto informalmente come “Emirates City”, prevede la costruzione di un’area residenziale di circa 74 acri destinata a ospitare decine di migliaia di palestinesi in unità prefabbricate multipiano simili a container abitativi. Secondo una fonte palestinese coinvolta nei colloqui, Macc lavorerà in collaborazione con due imprese egiziane per la realizzazione del sito.

Al momento, tuttavia, i lavori non sono ancora iniziati. Una delle fonti ha spiegato che Israele non avrebbe ancora approvato formalmente i piani del complesso, mentre resta incerto se una visita preliminare dei contractor prevista a Rafah nelle scorse settimane sia effettivamente avvenuta. La città meridionale è stata ampiamente distrutta durante le operazioni militari israeliane condotte negli ultimi mesi.

Un funzionario degli Emirati ha dichiarato che Abu Dhabi resta impegnata nel sostegno agli sforzi internazionali di soccorso e ricostruzione a Gaza, senza però confermare ufficialmente il progetto. Né l’esercito israeliano né Hamas hanno rilasciato commenti pubblici sulla proposta.

Il piano ha già suscitato forti critiche da parte di organizzazioni per i diritti umani, tra cui Euro-Mediterranean Human Rights Monitor, che ha definito il complesso un possibile “ghetto”. Secondo l’organizzazione, la creazione di queste aree potrebbe comportare lo sfollamento forzato dei palestinesi dalle loro abitazioni originarie e trasformare ampie zone della Striscia in aree chiuse sotto controllo militare israeliano.

Un’inchiesta del quotidiano The Guardian ha inoltre riferito che i residenti dovrebbero attraversare checkpoint controllati da Israele e sottoporsi a procedure di verifica della sicurezza e registrazione biometrica per accedere alla futura città.

Secondo fonti diplomatiche statunitensi, il primo insediamento finanziato dagli Emirati potrebbe diventare un modello replicabile in altre parti di Gaza.

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