Trump sullo Stato dell'Unione: "È l'età dell'oro degli Usa, decisione infelice della Corte Suprema sui dazi", ma consenso calato al 40%
L’intervento è durato un’ora e 48 minuti, diventando il più lungo almeno dal 1964; Trump ha toccato i principali temi che interessano la politica Usa, dai dazi all'Iran, da Gaza all'uccisione di El Mencho in Messico
Donald Trump ha pronunciato l’annuale discorso sullo Stato dell’Unione davanti al Congresso, trasformando l’appuntamento istituzionale in uno spettacolo che ha incluso la celebrazione della nazionale di hockey su ghiaccio fresca campione olimpica e la presenza di varie personalità della società americana.
Il presidente ha rivendicato con enfasi i risultati della sua amministrazione, toccando i principali temi della politica Usa: "Inflazione in picchiata, mentre Wall Street con me ha battuto ogni record. Confini mai così sicuri, nessun immigrato clandestino è entrato negli ultimi 9 mesi". Sul fronte dei dazi ha aggiunto: "Tutti i Paesi vogliono mantenere gli accordi, nonostante la decisione infelice della Corte Suprema stiamo continuando a guadagnare", sostenendo inoltre che le entrate derivanti dalle tariffe commerciali "sostituiranno le tasse sul reddito".
Secondo i sondaggi però, l'operato del tycoon non è così florido come sostiene. Secondo un sondaggio di Washington Post-Abc-Ipsos, infatti, il 60% degli americani non lo approva, in particolar modo sui temi dazi (su cui pesa la decisione della Corte Suprema), immigrazione e inflazione.
Trump sullo Stato dell'Unione: "È l'età dell'oro degli Usa, decisione infelice della Corte Suprema sui dazi", ma consenso calato al 40%
Non sono mancati episodi di contestazione da parte dell’opposizione, con fischi all’ingresso del presidente. Poco prima, il deputato Al Green era stato espulso dopo aver esposto un cartello con la scritta "i neri non sono scimmie", in riferimento a un video pubblicato dall’account social del presidente in cui Barack Obama e Michelle Obama venivano raffigurati come scimpanzé.
Alta tensione anche quando Trump ha invitato i parlamentari ad alzarsi per dichiarare la propria preferenza verso i cittadini americani rispetto agli immigrati irregolari: "Dovreste vergognarvi, siete dei pazzi - ha detto - per fortuna i repubblicani sono riusciti a fermarvi. Avete bisogno dei loro voti per continuare a commettere brogli alle elezioni, ma cambieremo la legge e ve lo impediremo".
Il presidente ha inoltre rilanciato la sua tesi sulle Presidenziali del 2020, accennando – durante un passaggio sui farmaci – a quello che dovrebbe essere "il suo terzo mandato". Non sono mancati attacchi alla leader democratica Nancy Pelosi. Nel chiedere l’approvazione dell’ "Insider Trading Act", Trump ha ironizzato: "Nancy Pelosi si è alzata?", evocando le passate accuse di insider trading rivolte all’ex speaker.
Sul piano internazionale, Trump ha citato la tregua ottenuta – a suo dire grazie alla sua mediazione – a Gaza e ha ribadito la linea dura verso l’Iran: "Hanno sviluppato missili che possono colpire l'Europa e anche noi. Quello che è certo è che io non permetterò che l'Iran possa produrre delle armi atomiche- ha detto - li abbiamo già colpiti a giugno fermando il loro progetto e lo rifaremo se vogliono ricominciarlo. Ma stiamo negoziando, vogliono un accordo anche se non abbiamo sentito le parole magiche, ovvero 'non vogliamo avere la bomba nucleare". "Hanno già sviluppato missili che possono minacciare l'Europa e le nostre basi all'estero. E stanno lavorando per costruire missili che presto raggiungeranno gli Stati Uniti. Hanno ucciso 32.000 manifestanti. Preferisco risolvere la questione con la diplomazia ma non permetterò mai al principale sponsor mondiale del terrorismo di avere un'arma nucleare", ha aggiunto.
Il presidente ha poi assicurato di essere pronto "ad affrontare le minacce all'America" e ha rivendicato la risoluzione di diversi conflitti: "Ho risolto otto guerre e ora stiamo lavorando duramente per cercare di risolvere la nona, quella fra Ucraina e Russia".
Elogi anche per il segretario di Stato Marco Rubio, che – secondo Trump – "salirà alle cronache come il miglior segretario di Stato della storia".
Rivendicando i successi della strategia antidroga, Trump ha celebrato l’operazione in Venezuela, definito ora "nuovo amico e partner", e la "consegna di Maduro alla giustizia americana", riferimento all'operazione che ha portato all'aresto Nicolás Maduro.
Ha quindi sostenuto che gli Stati Uniti abbiano eliminato in Messico il narcotrafficante El Mencho: "Abbiamo anche ucciso uno dei più sinistri boss della droga", nonostante le autorità messicane abbiano negato un coinvolgimento diretto di Washington.
L’intervento è durato un’ora e 48 minuti, diventando il più lungo almeno dal 1964 secondo i dati dell’American Presidency Project dell’Università della California a Santa Barbara. Trump aveva già stabilito un primato l’anno precedente con un discorso di un’ora e 40 minuti davanti al Congresso in sessione congiunta.
Nel finale, il presidente ha ricordato l’attivista conservatore Charlie Kirk, ucciso lo scorso anno, affermando che era stato assassinato "perché lottava per le sue idee". "Dobbiamo rigettare ogni forma di violenza politica", ha dichiarato, chiedendo poi un applauso per la moglie Erika, presente in aula e visibilmente commossa.