Epstein Files, Trump nel 2006 a ex capo polizia Palm Beach Reiter: “Grazie che lo state fermando, tutti sanno cosa fa” – VERBALE FBI 2018
Un documento ufficiale dell’FBI, classificato come FD-302 e datato 18 ottobre 2019 (pagina 4 di 4), riporta il resoconto di un’intervista all’ex capo della polizia di Palm Beach, Michael Reiter. È lui che guidò le prime indagini su Jeffrey Epstein tra il 2005 e il 2006, quando il finanziere fu per la prima volta al centro di accuse per abusi su minorenni
Un verbale FBI FD-302 del 18 ottobre 2019 riporta il contenuto di una conversazione avvenuta nel 2006 tra Donald Trump e l’allora capo della polizia di Palm Beach, Michael Reiter. Il documento è stato rilasciato dal Dipartimento di Giustizia USA nel febbraio 2026 nell’ambito dei cosiddetti “Epstein Files”. Secondo quanto messo a verbale, Trump avrebbe detto a Reiter: “Thank goodness you’re stopping him, everyone has known he’s been doing this” (Grazie al cielo lo state fermando, tutti sanno che lo fa da tempo).
Epstein Files, Trump nel 2006 a ex capo polizia Palm Beach Reiter: “Grazie che lo state fermando, tutti sanno cosa fa” – VERBALE FBI 2018
Un documento ufficiale dell’FBI, classificato come FD-302 e datato 18 ottobre 2019 (pagina 4 di 4), riporta il resoconto di un’intervista all’ex capo della polizia di Palm Beach, Michael Reiter. È lui che guidò le prime indagini su Jeffrey Epstein tra il 2005 e il 2006, quando il finanziere fu per la prima volta al centro di accuse per abusi su minorenni.
Il verbale è stato rilasciato dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti nel febbraio 2026 come parte dei file Epstein recentemente desecretati. Il testo corrisponde esattamente a quanto riportato nel documento originale e contiene riferimenti diretti a una conversazione tra Reiter e Donald Trump, avvenuta nel 2006.
Secondo quanto messo a verbale, Trump contattò Reiter durante le indagini e disse sostanzialmente: “Thank goodness you’re stopping him, everyone has known he’s been doing this”. In italiano: “Grazie al cielo lo state fermando, tutti sanno che lo fa da tempo”.
Nel documento si legge inoltre che Trump affermò che a New York “tutti sapevano che Epstein era disgustoso”. Un passaggio che, se confermato, indicherebbe come la reputazione di Epstein fosse già compromessa negli ambienti dell’alta società molto prima dell’arresto del 2019.
Non solo. Reiter riferisce che Trump definì Ghislaine Maxwell “l’operativa di Epstein” e disse testualmente: “she is evil and to focus on her” (“è malvagia, concentratevi su di lei”). Un invito esplicito, secondo il verbale, a indirizzare l’attenzione investigativa anche su Maxwell, poi condannata nel 2021 per traffico sessuale di minori.
Sempre secondo il resoconto dell’FBI, Trump raccontò di essersi trovato una volta in presenza di Epstein mentre erano presenti delle teenager e di essersene andato immediatamente: “got the hell out of there”. Aggiunse di aver successivamente cacciato Epstein dal suo club Mar-a-Lago.
Il documento riporta anche che Trump fu tra i primissimi a contattare la polizia quando si diffuse la notizia delle indagini su Epstein. Le informazioni contenute nel verbale sono state confermate da diverse fonti indipendenti che hanno visionato il documento, tra cui Miami Herald, CNBC, ABC News, Forbes e NBC News.
È importante contestualizzare l’episodio. I fatti risalgono al 2006, periodo in cui Trump aveva già interrotto i rapporti con Epstein. Secondo varie testimonianze, il finanziere sarebbe stato bandito da Mar-a-Lago tra il 2004 e il 2007 dopo aver tentato di “rimorchiare” una minorenne all’interno del club.
Il verbale non contiene accuse contro Trump per reati sessuali. Al contrario, il documento lo descrive — almeno secondo quanto riferito da Reiter — come una figura che sosteneva verbalmente le indagini e indicava Maxwell come elemento centrale della rete di Epstein.
Va tuttavia precisato che si tratta di una testimonianza di seconda mano: è Reiter che racconta all’FBI, nel 2019, ciò che Trump gli avrebbe detto tredici anni prima. Reiter è però considerato una fonte credibile: fu tra i pochi funzionari che, all’epoca, tentarono concretamente di perseguire Epstein, nonostante le pressioni e il successivo controverso accordo giudiziario federale del 2008.