30 Gennaio 2026
Fonte: La Presse
Una decisione "ostile e provocatoria, irrazionale, irresponsabile e detestabile" quella presa dall'Unione Europea per mettere il pasdaran nella lista delle principali organizzazioni terroristiche: a dirlo è stato lo Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane in una dichiarazione, nella quale l'esercito di Teheran ha minacciato ripercussioni contro il Vecchio Continente.
La scelta di designare il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) - anche detti Guardiani della rivoluzione o pasdaran - come organizzazione terroristica da parte unanime dei Paesi Europei, ha aperto inevitabili attriti tra Bruxelles e Teheran. Perché la decisione di inscrivere il pasdaran nella lista nera del terrorismo europeo - alla stregua di Hamas ed Hezbollah - non è solo un atto simbolico ma porta con sé fondamentali conseguenze, come il congelamento dei beni, il divieto di fornire fondi, e il divieto di viaggiare per tutti i membri appartenenti al gruppo. Da Teheran la risposta non si è fatta attendere: lo Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane ha minacciato "le pericolose conseguenze" di quella che ha definito una decisione "ostile e provocatoria", fatta sotto palese influenza degli Stati Uniti - sul punto di attaccare il Paese per un cambio di regime - e di Israele.
Le conseguenze "ricadranno direttamente sui responsabili politici europei" fanno sapere da Teheran, a fronte di un'azione che "indubbiamente intrapresa in obbedienza alle politiche egemoniche e disumane di Stati Uniti e Israele, riflette la profondità dell’ostilità e del risentimento dei leader del blocco nei confronti dell’Iran, delle sue forze armate e della sua sicurezza". Anche il ministero degli Esteri iraniano ha definito la scelta europea "illegale, provocatoria e ipocrita" sebbene il ministro Antonio Tajani, tra i suoi primi sostenitori, abbia definito la designazione una "decisione politica" in risposta alle misure adottate dal regime per sedare nel sangue le proteste in atto.
"Gli europei dovrebbero essere ritenuti responsabili di questa misura offensiva, che mira a compiacere Israele e i suoi sostenitori guerrafondai negli Stati Uniti" ha incalzato l'iraniano Abbas Araghchi puntando il dito contro Bruxelles e accusandola di stare alimentando l'escalation regionale. Sulla possibilità che dietro alla decisione europea vi sia un accordo - o comunque un sostegno - ai piani Usa, si è espresso un giornalista dell'AFP chiedendo: "Ora l'Ue sosterrebbe Trump nell'attacco al regime di Teheran?". La risposta di Kaja Kallas: "Questa decisione significa che molti Stati membri hanno criminalizzato qualsiasi attività o interazione con l'organizzazione. Parlando di attacchi, non penso che la regioine abbia bisogno di una nuova guerra".
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