16 Marzo 2026
Cuba è rimasta senza elettricità. Lo ha annunciato la compagnia energetica statale dopo giorni in cui due terzi dell'isola caraibica erano rimasti al buio, scatenando violente proteste anti-governative che hanno travolto le principali città tra cui la capitale L'Avana. La "completa disconnessione" del sistema elettrico del Paese, come recita la comunicazione dell'azienda cubana, è frutto del durissimo embargo petrolifero che gli Stati Uniti hanno imposto, proprio con l'obiettivo di mettere pressione al governo e di far rivoltare il popolo contro l'establishment. Da settimane le strade di Cuba sono attraversate da grida contro la politica e contro il Partito comunista. "Credo proprio che avrò l'onore di conquistare Cuba". Con queste parole Donald Trump è tornato sulla questione dell'isola caraibica, senza nascondere le nuove mire della Casa Bianca. "Sarebbe fantastico. È un grande onore. Posso liberarla o conquistarla: penso di poter fare tutto quello che voglio". Le interruzioni di corrente sono state causate da un "blocco completo della rete elettrica nazionale", ha dichiarato l'Union Nacional Electrica de Cuba in un comunicato, aggiungendo che sono iniziati i lavori per ripristinare l'erogazione di energia. Ma dopo settimane di buio, non è facile prevedere quando le lampadine torneranno ad accendersi nell'isola. Per ora la luce è garantita solo a chi si può permettere dei generatori energetici. Venerdì il presidente Miguel Diaz-Canel ha rivelato che l'isola non riceveva rifornimenti di petrolio da oltre tre mesi. E che la corrente funzionava grazie all'energia solare, al gas naturale e alle centrali termoelettriche. Un sistema che però è andato in sovraccarico proprio a causa della carenza di greggio, tanto da costringere il governo a rinviare interventi chirurgici per decine di migliaia di persone.
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