Board of Peace, portavoce Hamas Hazem Qassem: "Presenza di Netanyahu inaccettabile"; abitanti di Gaza esprimono "perplessità" su Consiglio di Pace

Nonostante i vertici di Hamas aprano con qualche ottimismo al nuovo Consiglio di Pace, i dubbi restano, in mancanza di garanzie per un cessate il fuoco permanente e alla luce dell'incontrastata occupazione israeliana

"Riteniamo che l'istituzione del 'Consiglio di Pace' indichi l'interesse internazionale nel consolidare l'accordo di cessate il fuoco a Gaza. La partecipazione araba e islamica è importante(...) ma la presenza di Netanyahu è inaccettabile". Ha parlato così il portavoce di HamasHazem Qassem, esprimendo appoggio e fiducia verso il nuovo organismo internazionale creato da Trump per il 'dopo' Gaza, pur stigmatizzando la presenza ipocrita del genocida premier israeliano nel Consiglio. E mentre i vertici dell'organizzazione politica prendono posizione, gli abitanti di Gaza sollevano dubbi: "Questo consiglio sembra volto a imporre un amministratore fiduciario americano sotto una copertura internazionale, al servizio di interessi esterni".

Board of Peace, portavoce Hamas Hazem Qassem: "Presenza di Netanyahu inaccettabile"; abitanti di Gaza esprimono "perplessità" su Consiglio di Pace

Ieri, 22 Gennaio, Trump ha firmato l'atto che ufficializza la nascita del Board of Peace, alla presenza dei 20 Paesi aderenti. All'appello mancava lo stretto alleato Benjamin Netanyahu, impossibilitato a partecipare fisicamente alla cerimonia per il mandato d'arresto, ma che comunque ha accettato ipocritamente di prenderne parte in qualità di membro. Dai vertici di Hamas la risposta al neo nato organismo è stata chiara: "La partecipazione araba e islamica al Consiglio è importante perché riflette la visione palestinese", ma l'invito di Trump al criminale Netanyahu rimane "inaccettabile".

In una dichiarazione ufficiale, Hazem Qassem ha sollecitato il Consiglio di Pace a porre fine all'"occupazione" israeliana "affinché cessi le violazioni dell'accordo di cessate il fuoco e apra i valichi". Esortando i Paesi membri a inviare aiuti economici e umanitari per la Striscia, Qassem ha ricordato i reali intenti israeliani: "sabotare i piani di pace", contro cui si rendono necessarie "le armi della resistenza" per "difendere la nostra terra e i nostri luoghi santi".

Ma le opinioni dei cittadini palestinesi sopravvissuti al genocidio israeliano si tengono guardinghi. "Per anni abbiamo sentito parlare di piani, consigli e iniziative, ma nulla è cambiato" è la testimonianza di un palestinese di 50 anni la cui casa è stata distrutta dai bombardamenti. "Questo consiglio - continua - sembra volto ad imporre un amministratore fiduciario americano sotto una copertura internazionale, al servizio degli interessi esterni". La Jihad islamica si è opposta al Consiglio, definendolo "allineato" agli interessi israeliani.

Un organismo che, oltre ad incentrarsi sulla "gestione delle crisi" anziché porre fine all'occupazione, non solo chiede ai Paesi che vi aderiscono di allocare un miliardo, ma le cui decisioni sarebbero soggette a previa approvazione di Trump. In assenza di garanzie per un cessate il fuoco definitivo, le perplessità restano: "Come possiamo parlare di un consiglio di pace mentre le violazioni di Israele continuano?".