Gaza, giornalisti palestinesi Shaat, Ghoneim e Qashta uccisi da raid Idf perché "sospetti": viaggiavano su jeep dell’Egyptian Relief Committee

Definito "precedente pericoloso" dai media qatarioti, l'attacco israeliano si configura come nuova atrocità contro la libera informazione e il diritto giornalistico. I tre giornalisti uccisi erano sul campo "per filmare e documentare le sofferenze dei civili nei campi di sfollamento"

Uccisi dall'ennesimo attacco aereo israeliano perché considerati obiettivi "sospetti" che "operavano un drone": è così che sono morte cinque persone di cui tre giornalisti palestinesi che viaggiavano a bordo di una jeep su cui, a quanto emerge da fonti locali, era ben visibile l'emblema del comitato umanitario Egyptian Relief Committee.

Gaza, giornalisti palestinesi Shaat, Ghoneim e Qashta uccisi da raid Idf perché "sospetti": viaggiavano su jeep dell’Egyptian Relief Committee

L'attacco genocida israeliano è avvenuto ieri, mercoledì 21 Gennaio, nella zona centrale della Striscia di Gaza. Secondo quanto riportato da media locali palestinesi e dalla stessa agenzia di Difesa Civile del territorio, un attacco aereo dell'Idf ha bombardato un veicolo causando la morte di cinque persone, fra cui tre giornalistiAbdul Raouf ShaatAnas Ghneimfotoreporter, e il corrispondente Mohammed Salah Qashta. Definito dal quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed "un precedente pericoloso", l'attacco israeliano si configura come l'ennesima atrocità compiuta contro gli operatori della stampa, contro inviati e giornalisti che viaggiavano peraltro a bordo di una jeep di proprietà dell’organizzazione umanitaria Egyptian Relief Committee.

Secondo quanto testimoniato da un filmato diffuso successivamente, sulla jeep era ben visibile il simbolo dell'organizzazione umanitaria: i giornalisti stavano lavorando sul campo per realizzare riprese di un accampamento ad Al-Zahra, allestito proprio dall'Egyptian Relief Committee. I soldati israeliani sono tornati a giustificare l'atrocità parlando di un'improbabile "minaccia" rappresentata dal "drone affiliato ad Hamas" che "diversi sospetti" stavano "gestendo". Versione inattendibile, smentita dallo stesso Palestinian Journalists Syndicate che ha fatto sapere come i giornalisti, di cui uno freelance dell'AFP, "stavano portando avanti una missione umanitaria, giornalistica, per filmare e documentare le sofferenze dei civili nei campi di sfollamento".

Secondo la testimonianza del giornalista testimone Emad Abu Shawish, i colleghi colpiti sarebbero stati presi di mira senza preavviso e senza alcun motivo. Mentre l'attenzione internazionale è concentrata altrove, mentre Trump incalza con l'adesione al suo opaco progetto del Board of Peace a cui Benjamin Netanyahu ha ipocritamente dato l'ok, tra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania occupata continuano impunemente le violenze contro i palestinesi. Secondo quanto riportato dal Comitato per la protezione dei giornalisti, sono oltre 220 i giornalisti e gli operatori dei media ammazzati dal 7 Ottobre 2023. Di cui almeno 29 solo nel 2025.