21 Gennaio 2026
Christine Lagarde, fonte: imagoeconomica
La presidente della BCE Christine Lagarde presente al WEF di Davos lancia l'anatema, e sostiene che "l''economia europea ha bisogno di una profonda revisione per affrontare l'alba di un nuovo ordine mondiale". Dopodiché, ha dichiarato che "se guardo oggi alla relazione tra Stati Uniti ed Europa, siamo passati da dazi medi intorno al 2% poco più di un anno fa a circa il 12% e qualcosa di media nell'area euro. E con le attuali minacce potremmo salire a un 15% medio". Un aspetto tirato in ballo dopo che Trump ha annunciato dazi al 10% su 8 Paesi europei che hanno inviato soldati in Groenlandia. Tuttavia, il tycoon ha già dichiarato di esser pronto a trovare un accordo con l'Ue.
La presidente della BCE ha anche rilasciato un'intervista alla radio francese Rtl a margine del Forum economico mondiale. "Poi, quando i partner si siedono attorno al tavolo e quando il presidente Trump avrà ridefinito la sua posizione questo pomeriggio a Davos, ciò permetterà agli europei di decidere cosa fare insieme. Per me, ciò che è fondamentale è l'unità e la determinazione", ha detto.
Dopodiché, "si tratterà di capire se si andrà verso una cooperazione limitata, una cooperazione ampia, oppure verso un meccanismo di multi-polarizzazione completa, in cui ognuno procede in modo non concertato e non equilibrato. E se si ridefiniscono gli equilibri mondiali. Questa è la vera domanda".
Poi ha attaccato gli Usa, asserendo che "si comportano in modo molto strano per degli alleati. Quando si è alleati nell'ambito del Trattato dell'Atlantico del Nord, quando lo si è stati per decenni e si è partecipato alla storia reciproca, minacciare di appropriarsi di un territorio che chiaramente non è in vendita, come la Groenlandia, e agitare restrizioni tariffarie e di altro tipo sul commercio internazionale non è davvero un comportamento molto "alleato".
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