20 Gennaio 2026
Hugo Armando Carvajal Barrios e Maduro nel 2013
Hugo Armando Carvajal Barrios conosciuto anche come "El Pollo Carvajal", ha di suo pugno affermato la ferma volontà di testimoniare in aula circa i legami col Narcotraffico di Nicolás Maduro. Nella stessa conferma l’alto livello di corruzione nel Governo e nel Parlamento della sua nazione, nonché la sua intenzione di rivelare dettagli specifici sulle violazioni dei diritti umani perpetuati sia nella Venezuela che all'estero. Carvajal parla con precisione di una vera e propria macchina criminale.
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Sostiene di poter documentare come l’ampio supporto alle spedizioni di droga e la creazione della banda terroristica “El Tren de Aragua” siano state armi utilizzate dal regime con la pianificata volontà di seminare il caos negli Stati Uniti. Questa temibile organizzazione è da tempo leader nella gestione dei migranti che abbandonano il decadente paese caraibico (“tratta di esseri umani”), come in estorsioni e narcotraffico. Si è oramai internazionalizzata su vasta scala in quasi tutto il Latino America, dal Cile fino al Messico, raggiungendo anche gli Stati Uniti. Nata per il controllo interno della prigione di Tocorón (Stato di Aragua) è giunta a consolidare un modello di business flessibile che ha messo in allerta i più alti livelli di sicurezza dell'emisfero. “El Tren de Aragua” ha smesso di essere una semplice banda carceraria ed è diventato il palcoscenico attivo del marchio criminale più esteso delle Americhe. La crescita ottenuta non è derivata solo dall'uso della violenza estrema, ma anche dall'implementazione del modello operativo di tipo “franchising” che consente loro di attivarsi in nuove aree geografiche attraverso alleanze strategiche con attori locali, riducendo al minimo i costi e massimizzando, al contempo, la loro portata criminale.
A questo punto ricordiamo che fino al 2021, il Generale Carvajal Barrios, 65 anni, fu per anni fidato confidente di Hugo Chávez: nei fatti uno dei suoi più stretti e riconosciuti collaboratori. Occorre infine dire che Maduro, “delfino” fin dalla prima ora del Dittatore, fu esattamente designato dallo stesso.. qualche settimana prima della sua scomparsa (2013).
"El Pollo Carvajal", dal 2014, è divenuto principale protagonista di numerose traversie, che da un tentativo di imprigionamento del Governo dei Paesi Bassi.. ad Aruba (isola sotto il loro controllo) terminò pure ricercato in Colombia, per la tortura e l'omicidio di due agenti locali. Ma fu in Spagna che fu definitivamente catturato nel Settembre del 2019.. per venir finalmente estradato negli Stati Uniti nel 2023.
Da notare che durante questo lungo “esilio forzato”, il Generale ebbe anche a sostenere l’autonominato Presidente “ad interim” del Venezuela, Juan Guaidó, durante la crisi presidenziale del Febbraio 2019, criticando fortemente la “governance” di Nicolás Maduro, e giungendo a chiedere alle forze militari del suo paese.. di rompere i ranghi e di consentire l'invio di aiuti umanitari in Venezuela.
Il Governo USA lo accusa di aver sfruttato la sua posizione di Direttore dell'Intelligence militare venezuelana (incarico che ha ricoperto dal 2004 al 2011 e di nuovo dal 2013 al 2014) per facilitare il traffico di cocaina negli Stati Uniti partecipando ad attività di sostegno diretto delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC). I reati che pendono sul suo capo sono numerosi e gravissimi, tra i quali pure di esser stato pagato diversi milioni di dollari. Giovedì scorso il Dipartimento della Giustizia ha dichiarato di poter arrivare ad una sentenza definitiva di traffico di droga presso il Tribunale di New York. Rischia l’ergastolo.
Nella sua lettera indirizzata al Presidente Donald Trump.. dal carcere, si dichiara disposto a rivelare tutto ciò che sa, iniziando con queste parole testuali "Scrivo per espiare i miei peccati raccontando tutta la verità."
Aggiunge: "Sono stato testimone diretto di come il governo di Hugo Chávez si sia trasformato in un'organizzazione criminale, ora guidata da Nicolás Maduro, Diosdado Cabello e altri alti funzionari del regime. Lo scopo di questa organizzazione, ora nota come 'Cártel de los Soles', è usare la droga come arma contro gli Stati Uniti. La droga arrivata nelle vostre città attraverso nuove rotte non era il prodotto della corruzione o dell'opera di narcotrafficanti indipendenti. Si trattava di politiche deliberate, coordinate dal regime venezuelano contro gli Stati Uniti. Questo piano fu suggerito a Chávez dal regime cubano a metà degli anni 2000 ed è stato eseguito con successo con l'aiuto delle FARC, dell' l'Esercito di Liberazione Nazionale per la Venezuela (ELN), di Agenti cubani e di Hezbollah."
Gli esperti giornalisti Latino-americani, in testa quelli della nota televisione “Univision”, come anche “NTN24”, canale internazionale che trasmettono in tutto il continente americano le ultime notizie dal Venezuela, dalla Colombia e compresi Messico e Stati Uniti, ma pure la venezuelana Sebastiana Barráez (giornalista investigativa militare e di frontiera) spiegano che anche se questo tentativo del Generale possa nascondere l’ultimo sforzo di mediare la sua imminente condanna, nulla potrà distorcere il quadro che loro stessi hanno denunciato per decenni. Ne sono stati testimoni e attori diretti. Hanno visto ll'emergere di megabande, come il “Tren de Aragua” e la tolleranza, per non parlare della protezione, che gli alti funzionari del regime di Maduro hanno garantito a questa organizzazione.. fino all’ultimo incredibile supporto che hanno dato al leader di questa organizzazione, Niño Guerrero, permettendogli di fuggire dalla prigione di Tocorón, con tutti i suoi uomini, poche ore prima del raid della Delta Force americana. Non avrebbe potuto farlo senza la chiara complicità e la partecipazione di alti funzionari militari delle Forze Armate venezuelane.
E per finire, insistono sul fatto che il Generale Carvajal Barrios avesse una potente rete di intelligence in tutto il suo paese, ma che si estendeva ben oltre la sua posizione ufficiale: legami con i settori del narcotraffico a cui ha dato protezione anche dopo aver lasciato l'incarico, un rapporto molto stretto con il secondo funzionario più alto in grado della Venezuela, l'attuale Ministro dell'Interno e della Giustizia Diosdado Cabello Rondón, a cui gli Stati Uniti stanno chiedendo di consegnarsi alla loro Giustizia da settimane.
E tutti all’unisono confermano sarà il “colpo di grazia” per Nicolás Maduro (“¡Ojalà!”).
Di Luca Poles
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