19 Gennaio 2026
Donal Trump, fonte: imagoeconomica
La dichiarazione di Trump sulla fine della priorità assoluta alla pace scuote nuovamente gli equilibri internazionali. La linea dura viene giustificata dal mancato riconoscimento del Premio Nobel nei suoi confronti, elemento che il leader americano utilizza come leva politica e simbolica. Questa nuova impostazione degli Stati Uniti apre a uno scenario geopolitico più aggressivo, quasi una deriva "guerrafondaia" su scala globale. Una narrazione che funziona come un’autogiustificazione, legittimandolo ad agire senza vincoli, in particolare nei confronti dell’Iran – la cui presenza di agenti CIA e Mossad tra la folla è stata accertata – del Venezuela e della Groenlandia.
Il presidente degli Stati Uniti ha legato il cambio di postura internazionale alla mancata assegnazione del Premio Nobel per la Pace, lasciando intendere che non si sentirà più vincolato a privilegiare soluzioni diplomatiche. In un messaggio inviato al premier norvegese, Trump ha scritto: "Considerando che il vostro Paese ha deciso di non darmi il Premio Nobel per la Pace, non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace, anche se resterà predominante, ma ora posso pensare a ciò che è buono e giusto per gli Stati Uniti d'America".
Parole che segnano una frattura rispetto alla narrativa di mediatore globale e che rafforzano la percezione di una linea più dura, soprattutto in relazione ai dossier strategici. Il presidente ha ribadito "Il mondo non sarà sicuro se non avremo il controllo totale e completo della Groenlandia", sostenendo che la Danimarca non sarebbe in grado di garantirne la protezione. La posizione del tycoon in relazione alla Grande Isola Artica non è solamente legata alla sicurezza e alla difesa dall'invisibile nemico russo o dalla Cina, ma affonda le sue radici in una visione espansionistica. Secondo la Dottrina Monroe, l'America appartiene agli americani, proprio come le sue risorse energetiche.
La risposta norvegese non si è fatta attendere. Il primo ministro ha ricordato che il Nobel per la Pace viene assegnato da un comitato indipendente e non dal governo, ribadendo il sostegno alla Danimarca sulla sovranità della Groenlandia. I nuovi dazi verso diversi Paesi del Nord e del Centro Europa - con tariffe iniziali al 10 per cento e un possibile aumento fino al 25 per cento nei prossimi mesi - sono un altro motivo di tensione. La lettera alla Norvegia è la risposta capricciosa di Trump ad una presa di posizione di alcuni paesi che si sono opposti alle sue mire espansionistiche in Groenlandia. Il tycoon sembrerebbe, quindi, muoversi sullo scacchiere mondiale come fosse nel suo parco giochi privato.
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