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Flotilla, Vincenzo Fullone denuncia Israele: "In carcere di Ketziot mi hanno spogliato e stuprato, mi hanno anche filmato mentre subivo"

Il portavoce italiano della Freedom Flotilla racconta le violenze subite durante la detenzione in Israele: perquisizioni invasive, insulti e umiliazioni denunciate all’Onu e alla Cpi

16 Gennaio 2026

Vincenzo Fullone

Vincenzo Fullone, fonte: Instagram, @francescofullone

L'attivista calabrese Vincenzo Fullone, membro della missione di pace Global Sumud Flotilla, ha denunciato dopo mesi di silenzio le tragiche condizioni in cui è stato detenuto da Israele: "Nel carcere di Ketziot mi hanno spogliato e stuprato tre volte, una volta mi hanno anche filmato mentre subivo violenza".

Flotilla, Vincenzo Fullone denuncia Israele: "In carcere di Ketziot mi hanno spogliato e stuprato, mi hanno anche filmato mentre subivo"

"Non dormo più. Riesco a chiudere occhio solo di giorno, quando sento i miei amici muoversi in casa. Ho sempre paura che la porta si spalanchi e che entrino i soldati, come è successo a Ketziot". Il racconto di Vincenzo Fullone, portavoce italiano della Freedom Flotilla Coalition, è una testimonianza diretta delle torture e degli abusi che, secondo la sua denuncia, avrebbe subito durante la detenzione in Israele dopo il fermo della nave Conscience, diretta a Gaza.

Fullone, attivista calabrese che ha vissuto a lungo nella Striscia, è stato l’ultimo degli italiani a essere liberato. Oggi parla di una violenza sistematica, "non episodica né accidentale", che definisce senza esitazioni tortura. "In tre diverse occasioni – ha raccontato – mi è stato ordinato di entrare in una stanza piccola, sono stato spogliato completamente e sottoposto a perquisizioni anali estremamente invasive e dolorose". Durante questi episodi, riferisce, sarebbe stato insultato, sputato addosso e umiliato verbalmente dalle guardie: "Mi dicevano 'Troia di Hamas, adesso non ti piace?'".

Secondo Fullone, il silenzio era l’unica forma di difesa possibile. "Sono rimasto zitto per non provocare ulteriori violenze e per non dare loro la soddisfazione di vedermi soffrire". In un’occasione, racconta, sarebbe stato anche filmato mentre subiva gli abusi. "Questa non è una perquisizione di sicurezza. È una punizione, un modo per distruggerti psicologicamente".

La denuncia di Fullone non è isolata. Nel comunicato diffuso dalla Freedom Flotilla e rilanciato da Greta Thunberg, anche la giornalista tedesca Anna Liedtke e l’attivista australiano Surya McEwen hanno riferito di aver subito violenze sessuali durante la detenzione. Liedtke parla apertamente di stupro da parte delle guardie carcerarie.

Fullone spiega di aver denunciato quanto accaduto subito dopo il rientro in Italia, rivolgendosi ai carabinieri, su consiglio della psicoterapeuta che ancora lo segue. Ora la Flotilla ha deciso di portare formalmente il caso all’attenzione delle Nazioni Unite e della Corte penale internazionale dell’Aia.

"Se questo è successo a noi, occidentali e con passaporti europei – ha concluso – cosa accade ogni giorno ai palestinesi? Quelle prigioni sono una macchina perfetta di annientamento fisico e mentale". Un trauma che, mesi dopo, continua a segnare ogni aspetto della sua vita.

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