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Sudan, oltre 110 civili morti negli scontri tra Rsf ed esercito regolare, vittime colpiteda droni sulle città di Al-Zuruq e Kernoi

Continuano i morti civili in Sudan dove, secondo l'Onu, Attualmente, oltre 30 milioni di persone necessitano di aiuti umanitari, mentre più di 26 milioni vivono in condizioni di grave insicurezza alimentare

05 Gennaio 2026

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Sale ad oltre un centinaio il numero delle vittime civili degli scontri tra l’esercito sudanese e i gruppi paramilitari rivali in due città del Darfur settentrionale. Secondo fonti mediche, nell’ultima settimana almeno 114 persone hanno perso la vita a causa dell’intensificarsi dei combattimenti nella regione.

Sudan, oltre 110 civili morti negli scontri tra Rsf ed esercito regolare, vittime colpite da droni sulle città di Al-Zuruq e Kernoi

Nella giornata di sabato 3 gennaio, bombardamenti con droni attribuiti all’esercito hanno colpito la città di Al-Zuruq, sotto il controllo delle Forze di Supporto Rapido (Rsf), provocando la morte di 51 civili. Una fonte dell’ospedale locale ha riferito che "51 civili sono stati uccisi in attacchi con droni dell'esercito sulla città", dove si trova anche la residenza della famiglia del leader paramilitare Mohamed Daglo.

Parallelamente, nei cinque giorni di raid condotti dalle Rsf sulla città di Kernoi, circa 100 chilometri più a ovest, sono stati uccisi 63 civili e almeno 17 persone sono rimaste ferite. Le violenze confermano come le tensioni in Sudan continuino a crescere senza segnali di una possibile de-escalation.

Il conflitto in Sudan è iniziato nell’aprile 2023 tra le Forze armate rivoluzionarie (RAF) e l’esercito regolare. Da allora ha causato decine di migliaia di morti e lo sfollamento interno ed esterno di oltre 13 milioni di persone, devastando il Paese e trasformandolo nella più grave crisi umanitaria al mondo. Con più di 15 milioni di cittadini costretti a lasciare le proprie abitazioni, il Sudan è oggi la nazione con il più alto numero di sfollati.

Attualmente, oltre 30 milioni di persone necessitano di aiuti umanitari, mentre più di 26 milioni vivono in condizioni di grave insicurezza alimentare. Secondo le Nazioni Unite, il bilancio complessivo delle vittime dall’inizio della guerra sarebbe di almeno 150mila morti.

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