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Venezuela, Trump dichiara chiuso spazio aereo e minaccia azioni contro il narcotraffico, Maduro: "È una campagna per danneggiare il paese"

Trump ha dichiarato chiuso lo spazio aereo e ha minacciato azioni contro il narcotraffico. Maduro: "È una campagna per danneggiare il paese", il leader chavista valuta un piano B con possibile esilio in Turchia

29 Novembre 2025

Venezuela, Trump dichiara chiuso spazio aereo e minaccia azioni contro il narcotraffico, Maduro: "È una campagna per danneggiare il paese"

Fonte: imagoeconomica

Donald Trump ha annunciato su Truth la chiusura dello spazio aereo sul Venezuela, avvertendo compagnie aeree, piloti e presunti trafficanti di droga che nessun volo sarà autorizzato sopra e intorno al territorio venezuelano. Il presidente degli Stati Uniti ha aggiunto che molto presto inizieranno operazioni terrestri contro i narcotrafficanti, dopo settimane di raid in mare nel Mar dei Caraibi. La risposta di Nicolás Maduro non si è fatta attendere: il presidente venezuelano ha dichiarato che non permetterà che azioni esterne destabilizzino il paese e rischino di rovinare ulteriormente il Venezuela, invitando le forze militari a restare vigili e a difendere la patria.

Venezuela, Trump dichiara chiuso spazio aereo e minaccia azioni contro il narcotraffico, Maduro: "È una campagna per danneggiare il paese"

Nel Giorno del Ringraziamento, parlando alle forze armate, Trump ha minacciato nuove iniziative contro i presunti narcos attivi nella regione, dichiarando che dopo i ripetuti attacchi alle imbarcazioni nel Mar dei Caraibi, “ormai pochi utilizzano la via marittima” e che le operazioni terrestri inizieranno presto. Il presidente punta apertamente alla rimozione del leader chavista.

Secondo alcune fonti, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader venezuelano Nicolás Maduro hanno avuto una telefonata riservata la scorsa settimana. I due avrebbero discusso la possibilità di un incontro diretto, senza però raggiungere un accordo. La conversazione è avvenuta pochi giorni prima che l’organizzazione dei narcos Cartello dei Soli (Cártel de los Soles), che Trump ritiene legata allo stesso Maduro, venisse inserita nella lista nera dei gruppi terroristici stranieri. Maduro, pur avendo ricevuto un invito informale alla Casa Bianca, potrebbe evitare qualsiasi spostamento internazionale per il timore di un arresto, dato che Washington lo ritiene coinvolto nel narcotraffico. Da agosto, il Venezuela è sotto stretta osservazione militare: navi da guerra statunitensi, tra cui la portaerei USS Gerald R. Ford, pattugliano i Caraibi, mentre circa 4.000 marine si addestrano allo sbarco nella vicina Portorico.

In patria, Nicolás Maduro ha partecipato alla Giornata dell’Aviazione Militare, invitando i membri dell’aeronautica venezuelana a rimanere pronti in caso di interventi stranieri. Secondo il Washington Post, il presidente chavista avrebbe già approntato un piano B, valutando un possibile esilio in Turchia con la protezione del presidente Recep Tayyip Erdogan, in caso di escalation militare statunitense. Maduro ha ribadito pubblicamente che il Venezuela resisterà a qualsiasi pressione esterna e ha sottolineato che le azioni statunitensi rappresentano una minaccia diretta alla sovranità nazionale. La tensione tra Washington e Caracas rimane alta, con scenari di possibile confronto sia diplomatico sia militare nell’immediato futuro.

Nave sospettata di trasporto di droga, Pete Hegseth: “uccidere tutti” 

Negli Stati Uniti, intanto, monta la polemica per il cosiddetto doppio raid contro una nave sospettata di trasporto di droga. Secondo il Washington Post e la CNN, il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth avrebbe ordinato di “uccidere tutti” i membri dell’equipaggio, inclusi due superstiti aggrappati ai resti dell’imbarcazione dopo il primo attacco. L’operazione, condotta dai Seal il 2 settembre, ha provocato la morte di almeno 83 sospetti narcotrafficanti e ha sollevato interrogativi sulla legittimità legale dei raid. Il Pentagono ha successivamente modificato i protocolli per salvare eventuali superstiti, ma l’episodio resta al centro di polemiche a livello internazionale, attirando l’attenzione delle Nazioni Unite e di organizzazioni per i diritti umani.

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