06 Novembre 2025
Fonte: instagram @jvanjacoma
La conferma che i cinque alpinisti italiani comaschi sono ancora vivi e stanno bene è arrivata dal Consolato Generale d’Italia a Calcutta, competente per il Nepal attraverso il lavoro di due agenzie di riferimento – una milanese e una nepalese – che sono riuscite a mettersi in contatto con il gruppo. I connazionali hanno fatto sapere di trovarsi in buone condizioni e di voler proseguire l’escursione, con rientro previsto a Kathmandu per l’8 novembre.
Secondo quanto riferito dalla Farnesina, i cinque alpinisti si trovavano in una zona a bassa quota priva di copertura telefonica, nella valle del Khumbu, non lontano dall’area dell’Everest. L’assenza di segnale, prevista comunque dal programma, aveva alimentato i timori che potessero essere stati coinvolti nelle valanghe che, nei giorni scorsi, hanno travolto altre spedizioni italiane nell’Himalaya nepalese, causando tre morti e due dispersi.
Le slavine, innescate dal maltempo eccezionale, hanno colpito diverse aree del Paese, tra cui il Manaslu Peak e lo Yalung Ri, dove hanno perso la vita gli alpinisti italiani Alessandro Caputo, Stefano Farronato e Paolo Cocco. Restano invece dispersi Marco Di Marcello, 37 anni, di Teramo, e Markus Kirchler, 29 anni, di San Genesio (Bolzano), per i quali la Farnesina parla di "scarse possibilità di sopravvivenza".
Le ricerche dei due alpinisiti continuano, mentre il consolato e le autorità nepalesi monitorano costantemente la situazione.
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