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Usa, Biden continua a pagare il ritiro dall’Afghanistan: popolarità in calo

Il consenso del capo della Casa Bianca è sceso sotto il 50%. Gli americani non hanno dimenticato le immagini della frenetica evacuazione di un anno fa

16 Agosto 2022

Usa, Biden continua a pagare il ritiro dall’Afghanistan: popolarità in calo

È trascorso un anno da quando Joe Biden ha ordinato ai soldati americani di lasciare l’Afghanistan. Una decisione cruciale per la politica estera degli Stati Uniti, che all’indomani degli attentanti dell’11 settembre 2001 avevano identificato Kabul come la base di al-Qaeda. Ora che i talebani sono tornati al potere, e nonostante la recente uccisione di Ayman al-Zawahiri, il capo della Casa Bianca continua a pagare quella che Thomas Alan Schwartz, un docente di storia alla Vanderbilt University, definisce “una ferita autoinflitta”.

Usa, Biden continua a pagare il ritiro dall’Afghanistan: gli interrogativi sul governo

L’esperienza in politica estera di Biden doveva essere la sua risorsa più importante. Poi, in meno di sette mesi dalla sua elezione, è arrivato il video dei civili aggrappati a un aereo militare statunitense mentre decollava dall’aeroporto di Kabul, il crollo del governo afghano e un attacco terroristico che ha ucciso 13 soldati americani e almeno 170 afgani. Il caotico ritiro degli Stati Uniti dall’Afghanistan, dodici mesi dopo, pende ancora sul presidente democratico, il cui consenso, per la prima volta, è sceso sotto il 50%. Il tasso di approvazione non si è ancora ripreso perché minato da una convergenza di altre crisi, tra geopolitica, energia, inflazione e vaiolo delle scimmie. Tornando al passato, prima di porre fine alla guerra in Afghanistan, la più lunga della storia americana, Biden aveva dichiarato che gli Stati Uniti avevano raggiunto il loro obiettivo principale: garantire che l’Afghanistan non fosse più una base terroristica in grado di attaccare gli Usa. Ma la caduta della capitale e la presa di potere dei talebani, unita alla disordinata evacuazione dei rifugiati afgani e del personale dell’ambasciata americana, ha sollevato interrogativi sul processo decisionale di Biden.

I repubblicani: “Porte aperte all’invasione dell’Ucraina e all’ostilità cinese verso Taiwan”

Le immagini degli afgani che chiedono a gran voce di essere evacuati durante gli ultimi voli americani hanno fatto il resto. E probabilmente, come ha scritto UsaTodayperseguiteranno Biden fino alla fine del mandato. “Il ritiro imposto da Biden ha danneggiato la credibilità degli Stati Uniti, ha scatenato un incubo sui diritti umani in Afghanistan e ha aperto la strada ai terroristi per operare di nuovo da lì”, ha spiegato Richard Haass, un funzionario del Dipartimento di Stato all’epoca di George W. Bush che ha guidato gli Stati Uniti in Afghanistan dopo l’11 settembre. Lo scorso anno Biden ha dichiarato che si sarebbe attenuto all’accordo, perché gli Usa avevano già iniziato il ritiro delle forze armate da Kabul. Rimanere, secondo il presidente americano, avrebbe significato mettere a rischio la vita di più soldati americani e impegnare altre risorse in una guerra di oltre 2 trilioni di dollari che ha provocato più di 2.400 vittime statunitensi. I repubblicani guidati da Donald Trump, però, sostengono che il rapido crollo dell’Afghanistan dopo il ritiro di Biden abbia mostrato una certa debolezza nei confronti degli avversari, il che avrebbe aperto le porte all’invasione dell’Ucraina da parte del presidente russo, Vladimir Putin, e all’ostilità cinese verso Taiwan.

di Filippo Merli

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