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Trump indagato per spionaggio. L'ex presidente: "Non c'era bisogno di irrompere in casa mia"

Donald Trump, come rivela il "Wall Street Journal" oggi, avrebbe portato nella sua residenza in Florida diversi documenti importanti precedentemente conservati presso la Casa Bianca. Tra questi, delle carte sul premier francese Macron

13 Agosto 2022

Trump indagato per spionaggio. L'ex presidente: "Nessun bisogno di irrompere in casa mia"

fonte: imagoeconomica.it

Il giornale Politico, dopo la notizia del mandato di perquisizione della residenza dell'ex presidente americano Donald Trump in Florida, ha rivelato che il tycoon "è indagato dall'Fbi per spionaggio". Nel frattempo Trump, in accordo con i suoi avvocati, hanno dato l'ok per la pubblicazione del mandato di perquisizione dell'Fbi della sua residenza a Mar-a-Lago.

Trump indagato dall'Fbi per spionaggio. L'ex presidente: "Nessun bisogno di irrompere in casa mia"

Tre sono i capi di accusa nei confronti dell'ex numero uno degli Stati Uniti d'America: presunta violazione dell'Espionage Act, cioè "raccolta, perdita o trasmissione a soggetti non autorizzati di informazioni relativi alla difesa nazionale", ostruzione alla giustizia e infine la distruzione di dati al fine di ostacolare le indagini della polizia americana.

L'ex Capo di Stato degli Stati Uniti d'America Donald Trump, come rivela il "Wall Street Journal" oggi, avrebbe portato nella sua residenza in Florida diversi documenti importanti precedentemente conservati presso la Casa Bianca. Inoltre, sempre stando a quanto riferisce il giornale, la polizia americana, durante il blitz a Ma-a-Lago, avrebbe rinvenute carte riguardanti anche l'attuale premier francese Emmanuel Macron. Su questi ci sarebbe la scritta: "Presidente francese". Tuttavia non è ancora del tutto chiaro il contenuto di essi.

All'indomani del blitz nella sua residenza il tycoon ed ex presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, scrive sui social. "Numero uno, era tutto declassificato. Numero due, non avevano bisogno di 'sequestrare' nulla. Avrebbero potuto ottenerlo quando volevano senza fare politica e irrompere a Mar-a-Lago", afferma visibilmente adirato e infastidito. E ancora: i documenti di cui parlano i media in questi giorni, prosegue il tycoon, "erano in un luogo sicuro, con un lucchetto in più messo dopo che me lo avevano chiesto loro".

Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha infine dichiarato di essere "favorevole al rilascio dei documenti" inerenti alla questione Trump.



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