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Guerra in Ucraina: l’esercito russo si ritira dall’Isola dei Serpenti. Cosa significa?

L’isola, occupata dall’esercito russo nelle prime fasi del conflitto, è stata sgomberata in seguito a un pesante bombardamento. È un segno del fatto che le ambizioni di Mosca si stanno riducendo?

30 Giugno 2022

Guerra in Ucraina: l’esercito russo si ritira dall’Isola dei Serpenti. Cosa significa?

L’Isola dei Serpenti: un minuscolo brandello di terra nel Mar Nero divenuto famoso nelle cronache di tutto il mondo in seguito all’attacco russo in Ucraina. Proprio qui, infatti è avvenuto il famoso episodio del soldato ucraino che risponde all’ammiraglia Moskva “nave russa, vattene affanculo”. Un luogo di importanza simbolica dunque, ma anche militare: rappresenta una posizione strategica, soprattutto contro la città di Odessa. Dopo quattro mesi, i russi rinunciano a questa posizione: cosa significa?

Il ritiro dall’Isola dei Serpenti potrebbe indicare la decisione dei russi di concentrarsi sul Dombass, lasciando perdere il resto dell’Ucraina

L’isola era già da tempo posta sotto una sorta di assedio. Benché infatti l’Ucraina non abbia una vera e propria flotta (quasi tutta distrutta dai missili russi a inizio guerra) essa è tuttavia fornita di missili anti-nave, quali i Neptune (protagonisti dell’affondamento della Moskva) e Harpoon, con cui hanno bersagliato le navi di rifornimento russe. Frequenti erano anche le sortite dell’aviazione. La strategia sembrava essere questa: nell’impossibilità di una riconquista, fare pagare ai russi l’occupazione dell’isola con una lenta emorragia di uomini e mezzi. Mosca deve aver fatto i suoi calcoli e concluso che non ha senso continuare a sprecare risorse per una posizione che, per quanto strategica in previsione di uno sbarco contro Odessa, non è utile all’obiettivo del momento, ossia il Donbass.

Ufficialmente, il ritiro è stato giustificato come “atto di buona volontà”, il desiderio di dimostrare che la Russia non vuole interferire con l’esportazione di grano ucraino e la conseguente crisi alimentare; una giustificazione simile era stata offerta a marzo, quando le truppe russe erano state costrette a ritirarsi dall’assedio di Kiev in seguito alle perdite insostenibili. Di fatto, è più probabile che questo ritiro significhi che Mosca abbia rinunciato a occupare l’Ucraina in toto e si stia piuttosto concentrando sul Donbass, in cui finalmente i russi ottengono successi significativi.

In seguito a un bombardamento con i lanciarazzi HIMARS, da pochissimi giorni arrivati in Ucraini, i soldati russi avrebbero evacuato l’isola di notte su una ventina di imbarcazioni. Al momento, non sembrano esserci piani da parte ucraina per occuparla di nuovo, ma Odessa può tirare un sospiro di sollievo: è un buon successo di immagine per Kiev, che può forse in parte bilanciare i recenti rovesci nel Donbass.

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