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Germania, Habeck: "Razionamento gas? Ipotesi da non escludere"

L'innalzamento del livello di allerta in Germania causerà il piano di razionamento per preservare la piccola e media impresa che, altrimenti, potrebbe vedere una riduzione della produzione con conseguente diminuzione del prodotto interno lordo che è di 3680 miliardi di euro oltre 2,5 volte rispetto a quello italiano. Lo ha fatto sapere Robert Habeck, vice cancelliere della Germania

23 Giugno 2022

Germania, Habeck: "Razionamento gas? Ipotesi da non escludere"

La più grande economia europea, la Germania, dunque sta decidendo sulla chiusura dei rubinetti del gas da parte di Gazprom. E proprio oggi il vertice europeo discuterà se applicare il tetto al prezzo del gas, per contenere gli aumenti. Una situazione fuori controllo quella della più importante materia prima fornita dalla Russia. E nonostante ciò Zelensky invita l'occidente a procedere sul settimo pacchetto di sanzioni e attuare dunque l'embargo totale di gas e petrolio.

Germania, allerta gas. Habeck: "Razionamento? Non si esclude"

Per Berlino l'estate rischia di ingannarci, anche se gli stoccaggi garantiranno comunque un'estate tranquilla, l'inverno arriverà e sarà duro perché l'Europa potrebbe fronteggiare la più grande crisi energetica della sua storia. Quindi per la Germania bisogna partire adesso con i razionamenti, almeno per avere la speranza di poter arrivare a gennaio 2023.

Habeck, Ministro dell'Economia e vicecancelliere ha dichiarato ai giornalisti che ormai il gas è una merce rara e l'estate è ingannevole perché l'inverno arriva e noi dobbiamo riempire i depositi. Alla domanda: "Quando si arriverà alla razionamento del gas in Germania?" - il ministro tedesco risponde - "spero mai ma non posso escludere completamente uno scenario del genere", e aggiunge che il governo  stia lavorando per evitare una cosa simile.

Germania: crisi del gas? Nucleare mai più!

Diversamente da quanto accade in Italia la Germania però ha le idee molto chiare sul nucleare: va abbandonato senza se e senza ma punto le divisioni interne alla politica tedesca riguardo all'energia nucleare sono strumentali e vanno ignorate per il ministro abec che ha sempre dato priorità alla "sicurezza nazionale". Il nucleare, anche quello di ultima generazione non è in grado di garantirla, tutto il resto è propaganda. Il discorso riguardo al nucleare lo aveva già spiegato a Confindustria tedesca a cui aveva anche ricordato che la crisi energetica relativa al gas sarebbe stata peggiore rispetto alla pandemia di covid-19. I danni sarebbero stati incalcolabili, la produzione tedesca sarebbe scesa ai minimi storici e l'embargo totale del gas sarebbe stato un suicidio.

Già alcuni mesi fa la Bundesbank tedesca aveva dichiarato che le sanzioni relative all'embargo del gas sarebbero state catastrofiche per l'economia di Berlino. Adesso però sono le sanzioni ideate da Mario Draghi, Ursula von der Leyen e la Yellen, ex Presidente della Federal Reserve americana e oggi al tesoro degli Stati Uniti d'America, nella applicazione delle sanzioni a partire da quella considerata "la sanzione nucleare", cioè il taglio delle transazioni economiche russe dal sistema internazionale Swift.

Adesso però la crisi energetica in Germania si fa sentire e come sottolineato anche da Bloomberg, anche il vicino paese europeo sta pensando di riaccendere le centrali a carbone così da contenere il consumo di gas. Anche Descalzi, presidente dell'Eni, ha sottolineato che l'Italia ha lo stesso piano e punta la riaccensione delle centrali a carbone per recuperare 5 milioni di metri cubi di gas e poi sostituirà la restante parte con la fornitura di altri paesi, come ad esempio il gas algerino che però arriva sempre via nave e allo stato liquido, per cui lei mi ha dovuto investire in alcune imbarcazioni rigassificatori ci poste allargo dei porti di Piombino e Genova.

di Maria Melania Barone

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