19 Maggio 2022
Foto Fabio Cimaglia / LaPresse23-03-2019 RomaPoliticaVilla Madama. Incontro del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte con il Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi JinpingNella foto Xi JinpingPhoto Fabio Cimaglia / LaPresse23-03-2019 Roma (Italy)PoliticVilla Madama. Meeting of Prime Minister Giuseppe Conte with the President of the People's Republic of China, Xi JinpingIn the pic Xi Jinping
La Cina avverte gli Stati Uniti sul dossier Taiwan: "Si sta creando situazione pericolosa". Il monito arriva da un importante dirigente del Partito comunista cinese, Yang Jiechi, responsabile della politica estera di Pechino, ed è rivolto a Jake Sullivan, consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Raramente Pechino ha usato modi tanto diretti nei confronti degli Stati Uniti sul tema, strategicamente fondamentale, di Taiwan. Questa volta le parole sono state rivolte alla controparte attraverso un colloquio telefonico e non diffuse indirettamente a mezzo stampa. Gli Stati Uniti sono "sempre più lungo la strada sbagliata", si è lamentato il diplomatico di Pechino, che non ha gradito per nulla alcune scelte fatte dagli americani nelle ultime settimane in un'area considerata di propria competenza.
Per molti analisti Taiwan sarà la prossima grande partita geopolitica, dopo la guerra in Ucraina. La Cina non ha mai fatto mistero di puntare all'annessione dell'isola, conosciuta anche col nome di Formosa, tanto che il termine ultimo per la riunificazione è già fissato: il 2049, anno del centenario della Repubblica Popolare Cinese. Taiwan, però, è essenziale per il contenimento di Pechino nell'Oceano Pacifico e per questo gli americani non possono tollerare tale progetto espansionistico.
Washington negli ultimi anni ha aumentato il sostegno a quella che la Cina definisce "provincia separatista" e più recentemente ha venduto a Taiwan armi. "La Cina prenderà sicuramente un'azione decisa per salvaguardare la sua sovranità e i suoi interessi di sicurezza", ha minacciato Jiechi. Parole che sono sovrapponibili quasi totalmente a quelle pronunciate dal portavoce dell'esercito cinese Shi Yi lo scorso 27 aprile. "La Cina difenderà risolutamente la sua sovranità nazionale e l'integrità territoriale", aveva detto il militare.
La dichiarazione era una reazione al passaggio del cacciatorpediniere americano USS Sampson nello stretto di Taiwan, manovra che gli americani hanno definito di routine ma che per Pechino invece è stata una grave provocazione. Prima dello scoppio del conflitto in Ucraina, che ha costretto gli americani a dirottare le loro attenzioni sul continente europeo, tutti sapevano che i principali interessi geopolitici statunitensi erano rivolti a est, verso l'Asia.
Per questo il presidente americano visiterà in questo fine settimana i Paesi dell'area, funzionali proprio al contenimento della Cina: comincerà dalla Corea del Sud il 21 maggio e proseguirà in Giappone per tre giorni, dal 22 al 24 maggio. Una missione diplomatica molto intensa, finalizzata a rassicurare gli alleati asiatici sull'impegno "solido come una roccia" nell'area.
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