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Israele Covid, contagi in aumento anche con 3 dosi di vaccino. A rischio i bambini under 12

Un nuovo studio riporta l'efficacia al 95% del vaccino Pfizer contro la variante Delta. Si pensa già a una quarta dose

20 Settembre 2021

Vaccino Covid Israele

Un'iniezione di vaccino

Israele cerca di fuggire il Covid a colpi di iniezioni di vaccino, ma non riesce a evitare i contagi. A dimostrarlo è lo stesso Ministero della Sanità di Tel Aviv, che nella giornata di domenica 19 ha annunciato 7445 nuovi casi di Coronavirus in sole 24 ore. Un dato che per quanto esiguo rispetto agli inizi della pandemia, lascia intendere che la correlazione vaccino-contagi non sia così scontata come molti credono, e che la infinita campagna vaccinale che inietta dosi su dosi potrebbe non essere l'unica soluzione disponibile nella lotta contro il Covid. A Israele il bilancio delle vittime, secondo quanto riportato dal Jerusalem Post, rimane saldo a 7500 morti, con 726 contagiati per complicanze da Covid attualmente in terapia intensiva in gravi condizioni. Una speranza però rimane. Un nuovo studio sull'efficacia del vaccino Pfizer ha dimostrato un ritorno all'efficacia del 95% per prevenire i sintomi più gravi da Covid, anche in presenza della variante Delta.

Israele Covid, le 3 dosi non sono garanzia di immunità

Israele banco di prova per la vaccinazione senza limiti. Il paese è stato il primo a introdurre la terza dose di vaccino anti-Covid per i suoi cittadini. Ma non si fermerà qui e c'è chi già parla di una quarta dose. L'approccio di Israele fino ad ora è stato quello di accumulare vaccino su vaccino per cercare di contenere i danni più gravi del Covid-19, ma i contagi restano nonostante il richiamo della terza dose. La campagna vaccinale prosegue e dal primo agosto 2021 gli over 60 hanno ricevuto l'ennesima dose di siero anti-Covid. Adesso il richiamo è disponibile anche a tutti gli altri, dai 12 anni in su. Un nodo problematico, quello dei minori di 12 anni, perché se a oggi 3 milioni di israeliani hanno ricevuto la terza dose, i più piccoli non sono protetti per niente. 

Anche con 3 dosi poi, i dati rilasciati dal ministero della Salute registrano un aumento di contagi, probabilmente a causa della variante Delta, che è ancora difficile da contenere. Sarebbero quasi 7500 i positivi al Covid nella sola giornata di domenica, il 6.21% dei 139.167 test condotti nel weekend. Di questi, poco più di 700 pazienti si trovano in gravi condizioni, con 195 contagiati intubati.

Israele Covid, vaccino al 3 giro di giostra ma non per gli under 12, che continuano a contagiare

Gli under 12 non rientrano nelle categorie che possono ricevere il vaccino, e i dati choc del ministero della Salute rivelano che dei 7500 israeliani contagiati dal Covid lo scorso weekend, quasi il 60% erano bambini in età da scuola dell'obbligo. Ma non solo. Con il rientro a scuola anche Israele ha introdotto l'obbligo di test negativo al Coronavirus per poter presenziare alle lezioni, soprattutto all'indomani della festività del Sukkot.

Si tratta dell'ennesimo paradosso discriminatorio del nesso vaccino - contagi, che vorrebbe grandi e piccoli raggiungere l'immunità di gregge grazie al vaccino ma che, in realtà, non protegge dai contagi o dalla trasmissione del virus (specie se si tratta di contrazione del virus asintomatica). Nel caso dei bambini sotto i 12 anni poi, il vaccino non è ancora previsto perché potrebbe nuocere alla loro salute, cosa che porta Israele a contare oggi ben 45 mila studenti con il Covid e altri 92 mila in quarantena obbligatoria preventiva per sospetto contatto.

Pfizer, l'efficacia torna al 95%. Così Israele combatte la variante Delta

L'approccio del vaccino a ripetizione proposto da Israele può essere discutibile, ma dagli scienziati arrivano buone notizie in merito al vaccino Pfizer. Secondo le ultime stime, chi è stato vaccinato con il siero di scoperta tedesca ha 19 volte meno la probabilità di avere una grave malattia da Covid, rispetto a chi non è stato vaccinato o a chi ha solo due dosi. La terza dose dunque, funziona. E Israele è stato in prima linea nell'implementarla.

Già dal 30 luglio nel paese è stata proposta la versione booster, o richiamo, una dose del vaccino Pfizer somministrata agli over 60 che avevano fatto la seconda dose almeno 5 mesi prima. Il mondo guarda dunque verso Israele per capire come mai a fronte di tanti vaccinati ci siano ancora così tanti contagiati. Una rivelazione che potrebbe fare luce sulla problematica dell'obbligo di vaccino, così come vorrebbero molti paesi (chi in maniera diretta, come Indonesia e Kazakistan, o indiretta, come l'Italia).

Lo studio sulle terze dosi in Israele è stato pubblicato dal New England Journal of Medicine. La ricerca all'interno del paper rivela che la possibilità di contagiare il Covid-19 scende di 11 volte una volta effettuata la terza dose. A fornire i dati per lo studio è stato il Ministero della Salute israeliano, che ha dato in mano agli scienziati i dati campione di 1137804 persone di età pari o superiore a 60 anni (le prime ad avere ricevuto la terza dose come da disposizione statale). I risultati mostrano che l'efficacia della terza dose è riscontrabile già da 12 giorni dopo l'iniezione. Il gruppo di richiamo preso in esame ha quindi confermato che la terza dose è efficace al 95% contro la variante Delta, così come il vaccino iniziale lo era contro la variante Alfa.

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