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Israele e Covid, più contagi nonostante il vaccino. Ma il governo insiste sulla 4 dose

Un recente studio di The Lancet ha messo in discussione l'utilità di una 3 dose di vaccino. Ma Israele continua a iniettare ininterrottamente il siero anti Covid

16 Settembre 2021

Vaccino

Vaccino (fonte foto Lapresse)

Israele diventa un caso studio nella lotta al Covid, perché nonostante il vaccino si registrano sempre più contagi. Il governo insiste sulla 4 dose, dopo che nel corso dell'estate è stato dato l'ok per somministrare una terza dose a tutta la popolazione. Uno studio pubblicato sulla nota rivista scientifica 'The Lancet', però, sottolinea come queste misure si stiano rivelando meno efficaci del previsto.

I dubbi sull'efficacia dei vaccini

Israele sta diventando un vero e proprio banco di prova per capire come il virus si stia diffondendo tra la popolazione vaccinata, una delle prime al mondo. Sono 2,9 milioni gli israeliani che hanno già ricevuto tre dosi del siero anti Covid, mentre due dosi sono state somministrate a 5,6 milioni di cittadini su un paese di circa 9 milioni di abitanti. 

Ciononostante Israele sta registrando tassi di contagio molto elevati, con stime di circa 650 nuovi casi ogni giorno. Oltre la metà dei nuovi contagi compare tra chi era già stato vaccinato. "Quanto sta accadendo è un avvertimento per il resto del mondo. Se può accadere qui, può succedere ovunque", ha detto Ran Balicer, chief innovation officer di Clalit Health Services (CHS), la più grande organizzazione israeliana in ambito di rilevazione e comparazione di dati sulla sanità del Paese.

Laboratorio a cielo aperto

"Osservo da tempo i dati di Israele da vicino, perché sono tra i dati migliori al mondo", afferma David O'Connor, un esperto di sequenziamento virale presso l'Università del Wisconsin, a Madison. "Israele è da sempre stato considerato un modello da seguire", concorda Eric Topol, medico-scienziato presso Scripps Research. "Ora si dimostra un laboratorio a cielo aperto per dimostrare se i vaccini davvero sono la risposta per uscire da questa pandemia".

Tel Aviv cerca di rispondere a questa nuova crisi promuovendo la quarta dose. Inoltre, i dati dimostrerebbero che i vaccinati più recenti abbiano una dose inferiore di anticorpi rispetto ai vaccinati in inverno, una contraddizione tutta da capire.

Infine, si apre il dilemma di comprendere la correlazione tra il tasso di mortalità registrato tra la primavera e l'estate di quest'anno e l'andamento della campagna vaccinale. Come accusa Vera Sharav, sopravvissuta all'Olocausto: "È assurdo che il governo di Israele abbia affidato la salute del popolo a Pfizer, stipulando un contratto segreto che trasforma gli israeliani in soggetti di ricerca, senza la loro conoscenza o consenso."

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