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Terrorismo, Macron: "Ucciso il leader dello Stato Islamico nel Grande Sahara"

Il premier francese: "Una lotta che conduciamo da tempo contro i gruppi terroristici nel Sahel”. Sulla sua testa una taglia di 5 milioni di dollari

16 Settembre 2021

Terrorismo, Macron: "Ucciso il leader Stato Islamico nel Grande Sahara"

Fonte: Facebok Emmanuel Macron

É stato ucciso questa notte, tra mercoledì 15 e giovedì 16 settembre 2021, Adnan Abou Walid al Sahraoui, il leader del gruppo terroristico Stato islamico nel Grande Sahara e "a neutralizzarlo" sono state "le forze francesi". A renderlo noto è il presidente francese Emmanuel Macron tramite il suo profilo ufficiale Twitter. "Si tratta - aggiunge - di un nuovo grande successo nella lotta che conduciamo contro i gruppi terroristici nel Sahel".

Terrorismo, ucciso il capo dell'ISGS

A dare, visibilmente contento, l'annuncio dell'uccisione del terrorista Adnan Abou Walid al-Sahrawi è il premier della Francia Macron, che appunto parla di una lotta che va avanti ormai da anni. L'uomo era a capo del gruppo jihadista Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS) e, insieme ai suoi compagni, era accusato di essere il responsabile della maggior parte degli attentati in un'area ben precisa dell'Africa: quella tra i confini del Mali, Niger e Burkina Faso.

Lo schema con cui i terroristi agivano era sempre lo stesso: in ogni attacco decine o centinaia di uomini a bordo di motociclette o pick-up, assalivano l'area e si coordinavano tra di loro per colpire gli obiettivi, i nemici. Poi, dopo averli annientati e aver rubato le loro armi, si disperdevano in tanti e piccoli gruppi nel deserto.

Sembrano inafferrabili eppure, questa notte, il leader del gruppo è stato "annientato" dalle forze francesi come annuncia lo stesso Presidente Macron. Il jihadista era l'uomo più ricercato dell'intera regione. Nato nel 1973 a Laâyoune, in Marocco, zona contesa del Sahara occidentale, Adnan Abou Walid al-Sahrawi proveniva da una ricca famiglia di commercianti fuggita in Algeria, dove lo stesso uomo si era laureato. Nel 2004 aveva poi avuto problemi di salute e aveva cominciato a soffrire di depressione. Trovò conforto solo nella religione.

In poco tempo si radicalizzò e si unì al movimento islamista. Nel 2011 fondò, con altri uomini, il Movimento per l'unità e la Jihad in Africa occidentale (Mujao) nella regione di Gao, nel 2013 il gruppo terrorista Al-Mourabitoun, di cui divenne il capo.  A lui l'America e la Francia hanno fatto risalire decine e decine di attentati, tanto che sulla sua testa c'era una taglia di cinque milioni di dollari.

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