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Afghanistan, Talebani sparano sulla folla a Jalalabad: almeno 3 morti e decine di feriti

Le prime manifestazioni contro la presa di potere dei Talebani rischiano di tramutarsi in un bagno di sangue

18 Agosto 2021

Talebani a Kabul

Talebani a Kabul

Insorgono le prime proteste in Afghanistan contro il nuovo regime dei Talebani, che hanno sparato sulla folla a Jalalabad dove un gruppo di giovani stava manifestando. A scatenare la sommossa sarebbe stato il cambio della bandiera, da quella dell'Afghanistan a quella delle milizie, che chiameranno il Paese "Emirato islamico dell'Afghanistan". Al momento sono registrati 3 morti e 12 feriti. Altri spari anche all'aeroporto di Kabul, dove centinaia di persone stanno tentando di lasciare il Paese per sfuggire ai Talebani. Intanto gli Emirati Arabi confermano la presenza sul loro territorio dell'ormai ex presidente afghano Ghani.

Afghanistan, Talebani sparano sulla folla a Jalalabad: almeno 3 morti e decine di feriti

Si sono insediati nella capitale e hanno conquistato il Paese in meno di 2 settimane. Il successo dei Talebani nel riprendersi l'Afghanistan dopo la ritirata dell'esercito americano è sulla bocca di tutti, ma tra chi fugge dal territorio in cerca di un futuro migliore e chi, come l'esercito afghano, si è arreso senza proteste, c'è invece chi non accetta il nuovo regime. Ecco che nella mattinata del 18 agosto un drappello di giovani si è riunito nelle piazze principali della città di Jalalabad, una delle più grandi dopo Kabul ed Herat, per manifestare contro la presa di potere dei Talebani.

Non accettano la nuova bandiera e il cambio di nome del Paese, che dall'arrivo dei Talebani è diventato "Emirato islamico dell'Afghanistan", a sottolineare la fede estremista delle milizie armate. Un cambio di bandiera, un cambio di regime, e i giovani hanno sventolato la bandiera nazionale per protestare contro le nuove condizioni. Non si fa attendere la reazione dei Talebani, notoriamente poco pacati nel loro approccio ai civili, che secondo i media locali avrebbero sparato in aria e poi aperto il fuoco contro i manifestanti. Sono 3 le morti confermate e 12 i feriti, ma si presume che le vittime di questo attacco possano essere anche di più. 

I protestanti a Jalalabad, capoluogo della provincia orientale di Nangharar, sarebbero stati anche picchiati e torturati, insieme ai pochi reporter internazionali rimasti sulla zona. Proteste anche a Khost, nella stessa provincia, dove protagonisti rimangono sempre i giovani, che incuranti della violenza talebana sono scesi in piazza e hanno issato la bandiera afghana su un minareto, sostituendo quella bianca con la scritta in arabo è che è simbolo delle milizie talebane. Si teme il peggio per la giornata del 19 agosto, essendo l'anniversario dell'indipendenza dell'Afghanistan dalle forze britanniche.

Afghanistan, ancora ressa all'aeroporto di Kabul. Ghani arriva negli Emirati Arabi

La situazione non migliora nella capitale, dove quotidianamente si ritrovano migliaia di persone per tentare di accaparrarsi un posto su uno dei velivoli di evacuazione in fuga dal Paese. Dopo le strazianti immagini dei due cittadini afghani che sono precipitati dall'aereo a cui si erano attaccati per disperazione, il conto delle vittime aeroportuali è di 17 persone nella giornata del 18 agosto.

L'aeroporto tuttavia è la minima delle preoccupazioni dei Talebani, che in questi giorni stanno consolidando il potere appena acquisito in tutte le province del paese. Secondo quanto riferito da Al-Jazeera, nella provincia di Bamiyan i Talebani avrebbero distrutto la statua di Abdul Ali Mazari, il leader sciita anti-talebano che fu assassinato nel 1996.

Intanto, gli Emirati Arabi Uniti confermano i sospetti sugli spostamenti dell'ormai ex presidente afghano Ashraf Ghani, che dopo avere abbandonato il suo popolo è fuggito insieme alla moglie e allo staff e ora si trova ad Abu Dhabi. La conferma giunge dal ministero degli Esteri emiratino che ha precisato: "Gli Emirati hanno accolto Ashraf Ghani e la sua famiglia nel Paese per motivi umanitari":

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