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Telebani in Afghanistan, sindaca Ghafari: "Sto seduta e aspetto che vengano a prendermi"

Zarifa Ghafari, 27 anni, di coraggio ne ha da vendere: la sindaca non lascia la propria città e aspetta con la sua famiglia di "essere punita con la morte" dai Talebani per le sue battaglie sui diritti delle donne

17 Agosto 2021

Telebani in Afghanistan, sindaca Ghafari: "Sto seduta e aspetto che vengano a prendermi"

Fonte: Facebook Claudio Marchisio

Non è fuggita dall'Afghanistan e si attende di "essere punita con la morte" per il suo impegno politico la giovane sindaca afgana Zarifa Ghafari, una delle pochissime donne ad aver mai ricoperto un ruolo governativo nella città ultra-conservatrice di Maidan Shar. A due giorni dalla presa di Kabul da parte dei Talebani, la prima cittadina sceglie di rimanere lì dov'è nata e cresciuta e ai media americani racconta: "Sto aspettando che i miliziani vengano a uccidermi".

Telebani in Afghanistan, sindaca Ghafari: "Sto seduta e aspetto che vengano a prendermi"

"Sono seduta qui in attesa che arrivino", racconta la sindaca Ghafari alla televisione statunitense. "Non c'è nessuno che aiuti me o la mia famiglia. Sto solo seduta con loro e mio marito. Non posso lasciare la mia famiglia. E comunque, dove andrei?", si domanda. Zarifa Ghafari, 27 anni, non vuole abbandonare la propria città e, al contrario del presidente Ashraf Ghani, si fa coraggio e va incontro al suo triste destino.

La giovane sindaca di coraggio ne ha da vendere e non solo perchè decide di restare in Afghanistan dopo la conquista talebana, ma anche perchè da anni conduce grandi battaglie per i diritti delle donne. La 27enne fa sentire la propria voce tramite un seguitissimo programma radiofonico e la sua attiva partecipazione a un'organizzazione non governativa incentrata sull'emancipazione economica femminile. A lei era stato assegnato anche un lavoro al ministero della Difesa a Kabul, oggi nelle mani dei Talebani.

"Sono così distrutta", confessa la donna. "Non so su chi fare affidamento. Ma non mi fermerò ora, anche se verranno di nuovo a cercarmi. Non ho più paura di morire". Infatti, negli anni passati, la 27enne è già scampata a diversi attacchi terroristici in seguito alle sue numerose battaglie per la tutela e la difese delle donne e delle persone più vulnerabili.

Da non dimenticare è inoltre che lo scorso novembre suo padre, Abdul Wasi Ghafari, colonnello dell'esercito afgano, è stata giustiziato proprio dai Talebani, come denuncia la stessa sindaca. "Sono stati loro", punta il dito. "Non mi vogliono a Maidan Shar. Ecco perché hanno ucciso mio padre", conclude davanti ai media.

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