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Afghanistan, l'Italia avvia il rimpatrio di connazionali a Kabul

Talebani alle porte della capitale afghana

14 Agosto 2021

Afghanistan, l'Italia avvia il rimpatrio di connazionali a Kabul

Fonte: lapresse.it

Situazione insostenibile nella capitale dell'Afghanistan, Kabul. Le cancellerie occidentali hanno disposto l'evacuazione del personale diplomatico. Anche l'Italia ha dato il via alle operazioni di rimpatrio del proprio staff, pur mantenendo un presidio dell'ambasciata all'aeroporto della capitale afgana.

Afghanistan, l'Italia avvia il rimpatrio di connazionali a Kabul

L'ambasciata italiana a Kabul ha inoltre lanciato un appello a tutti i connazionali per incoraggiare al rientro in patria. "Facendo seguito agli inviti formulati a lasciare il Paese", si legge nella mail inviata, "visto il grave deterioramento delle condizioni di sicurezza, viene messo a disposizione dei cittadini italiani un volo dell'Aereonautica Militare nella giornata di domani 15 agosto alle ore 21.30 circa dall'aeroporto di Kabul". 

"Ci stiamo preparando ad ogni evenienza, anche quella dell'evacuazione. Dobbiamo pensare alla sicurezza del personale della nostra ambasciata", aveva annunciato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio alla vigilia di quest'ennesima giornata convulsa, con i talebani arrivati a pochi chilometri da Kabul. E proprio a causa del deterioramento delle condizioni sul terreno, Roma ha dato l'ok all'avvio delle procedure per predisporre il rientro in Italia dello staff della sede diplomatica. Mentre un presidio di rappresentanza verrà mantenuto presso l'aeroporto, così come stanno facendo la maggior parte delle altre ambasciate. Sulla situazione della sicurezza all'ambasciata italiana negli ultimi giorni il confronto al più alto livello sulla linea Palazzo Chigi-Farnesina-Difesa-Interni è stato costante, il Ministero degli Esteri ha mantenuto uno stretto contatto anche con il Dipartimento di Stato americano, per decidere un'azione coordinata, anche con gli altri alleati. Mentre nella sede italiana il personale addetto alla sicurezza era in allerta e pronto ad ogni scenario.

Afghanistan, truppe Usa in arrivo a Kabul per permettere di lasciare il Paese ai concittadini americani

Sarebbero 18 su 34 i capoluoghi di provincia in mano al movimento fondato dal mullah Omar, tutte città cadute nel giro di pochi giorni. Questo secondo quanto riporta l'agenzia Dpa e la tv satellitare al-Jazeera. La Bbc parla invece di almeno un terzo dei capoluoghi del Paese controllati dagli insorti, mentre a Kabul continuano ad arrivare migliaia di sfollati e crescono i timori per la capitale. La Cnn riporta di 17 capoluoghi passati da venerdì scorso sotto il controllo dei Talebani, che potrebbero "isolare" presto Kabul. Stanno arrivando a Kabul le truppe statunitensi con il compito di aiutare personale diplomatico e altri americani a lasciare l'Afghanistan, mentre i talebani sono accampati a una cinquantina di chilometri dalla capitale afghana, probabilmente in attesa del completamento delle evacuazioni dalle ambasciate. Il capo delle Nazioni Unite ha avvertito che la situazione sta andando fuori controllo con conseguenze devastanti per i civili.

Tra le grandi città finite in mano ai Talebani ci sono quelle di Herat, dove per anni sono stati dispiegati i soldati italiani, Kandahar, culla del movimento fondato dal mullah Omar, e Lashkar Gah, capoluogo della turbolenta provincia meridionale di Helmand. Da nord verso sud, sulla mappa dell'avanzata degli insorti pubblicata da Axios sulla base di dati di al-Jazeera (dove non viene però segnata Pul-i-alam), ci sono anche Faizabad (capoluogo della provincia di Badakhshan), Kunduz (nell'omonima provincia), Taloqan (Takhar), Sheberghan (Jowzjan), Sar-e-Pul (omonima provincia), Aybak (Samangan), Pul-i-Khumri (Baghlan), Ghazni (omonima provincia), Farah (omonima provincia), Qala-e Naw (Badghis) e Zaranj (Nimruz).

Intanto in Italia il ministro degli Esteri Luigi Di Maio spiega in un'intervista al Corriere della Sera che con "la Farnesina stiamo monitorando la situazione 24 ore al giorno, in stretta sinergia con la nostra ambasciata a Kabul, con i ministeri della Difesa e dell'Interno e con la nostra Intelligence". "La priorità è mettere in sicurezza i nostri connazionali", afferma. Che chiarisce: "Non ci sarà un nuovo impegno militare, ma non possiamo pensare di abbandonare dopo 20 anni il popolo afghano".

Per quanto riguarda la nostra ambasciata a Kabul spiega: "Ci stiamo preparando ad ogni evenienza, anche quella dell'evacuazione. Dobbiamo pensare alla sicurezza del personale della nostra ambasciata e dei nostri connazionali. Se sarà necessario, con l'importante aiuto della Difesa, porteremo tutti in sicurezza in Italia, in tempi rapidi". Di Maio chiarisce che "nel caso di evacuazione, l'ambasciata rimarrà operativa da Roma e i fondi destinati al sostegno delle forze di sicurezza afghane potranno essere ri-orientati verso la tutela dei collaboratori delle nostre componenti diplomatiche, militari e civili".

Afghanistan, Talebani: "Amnistia per chi ha collaborato con Kabul"

I Talebani hanno annunciato che concederanno l'amnistia a coloro che hanno collaborato negli ultimi 20 anni con le autorità di Kabul o con le forze internazionali guidate dagli Stati Uniti. Lo ha dichiarato su Twitter il portavoce dei Talebani, Zabihullah Mujahid, in una nota sugli ultimi sviluppi nel Paese. Mujahid ha descritto l'avanzata come una dimostrazione della ''popolarità'' che gli insorti godono tra la popolazione afghana. La conquista di 18 capoluoghi di provincia in una settimana, ha fatto notare, ''non è possibile con l'uso della forza''.

''Le regione e le province che sono finite sotto il controllo dell'Emirato Islamico sono una prova di fatto della popolarità e dell'accettazione che ci riserva la nazione, perché un progresso tanto grande e rapido non sarebbe stato possibile con la forza'', ha detto il portavoce talebano. Rivolgendosi a coloro che hanno collaborato con Kabul e l'Occidente, Mujahid ha detto che ''le braccia dell'Emirato Islamico sono aperte a loro''.

Intanto Stati Uniti e altri Paesi europei stanno accelerando le pratiche per evacuare gli afghani che hanno collaborato con loro negli anni e le loro famiglie.

Mentre sono in corso le procedure per rimpatriare lo staff delle ambasciate internazionali a Kabul, i Talebani hanno garantito che il personale diplomatico e i civili afghani non sono un obiettivo degli insorti. Anzi, i Talebani ''proteggeranno le loro vite, proprietà e attività. E creeranno un ambiente sicuro per la propria nazione amata, nessuno si deve preoccupare di questo''. Per questo, ha proseguito Mujahid, ''connazionali o stranieri, non solo saranno tutti sani e salvi nell'Emirato Islamico, ma anche godranno di una atmosfera sicura''.

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