29 Marzo 2026
Fonte: imagoeconomica
La Banca di Francia ha annunciato di aver venduto le riserve auree che aveva conservate negli Stati Uniti. La banca centrale di Parigi avrebbe guadagnato dall’operazione una plusvalenza di 12,8 miliardi di euro, che le ha permesso di chiudere in positivo il bilancio del 2025. Quelle finanziarie non sono però le uniche ragioni per cui la Francia ha deciso di non conservare più oro negli USA.
L’utile ricavato dall’operazione sarà di 12,8 miliardi di euro e compensa perfettamente il passivo di 7,7 miliardi che la Banca di Francia aveva registrato alla fine del 2024. I conti si chiudono quindi in attivo di 5,1 miliardi.
Oltre alle ragioni finanziarie, c’è però anche un motivo pratico per questa operazione. La Banca di Francia sta sostituendo le sue riserve auree con lingotti che soddisfino i nuovi standard internazionali della London Bullion Market Association. La quota di oro posseduta dalla banca centrale francese a New York era stata indicata come il prossimo obiettivo di questa operazione.
Negli ultimi tempi, però, le banche centrali europee stanno facendo particolare attenzione alle loro riserve auree negli Stati Uniti. Molte di esse tengono una parte rilevante dei loro lingotti a New York per praticità: si pensa infatti che, in un momento di crisi, acquistare dollari attraverso l’oro sia il modo migliore per assicurare la stabilità finanziaria di un paese. Questo processo è molto più semplice se l’oro si trova dove i dollari vengono stampati.
Di recente, però, l’atteggiamento irrispettoso del diritto internazionale del presidente statunitense Donald Trump ha allarmato i dirigenti delle grandi banche centrali. La preoccupazione è che le tonnellate di oro conservate a New York possano diventare improvvisamente ostaggio degli USA. L’Italia ha negli Stati Uniti 1.061 tonnellate di oro, il 43% delle riserve auree italiane totali. Le restanti sono quasi tutte in Italia, con piccole quantità in Svizzera e nel Regno Unito.
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