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OPAS di Poste italiane su TIM, previste sinergie per €700 mln l'anno, ricavi aggregati di €26,9 mld e forza lavoro oltre 150 mila unità

L'annuncio ha provocato movimenti contrastanti in Borsa, infatti nella seduta di lunedì 23, il titolo Poste ha subito una flessione del 6,8%, mentre le azioni Tim hanno registrato un rialzo del 4,7%

24 Marzo 2026

OPAS di Poste italiane su TIM, previste sinergie per €700 mln l'anno, ricavi aggregati di €26,9 mld e forza lavoro oltre 150 mila unità

Matteo Del Fante, Ceo di Poste Italiane

L'offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) promossa da Poste Italiane su TIM prevede un investimento di 10,8 miliardi di euro per il delisting della società di telecomunicazioni. Il progetto punta a integrare le due strutture, stimando ricavi aggregati per 26,9 miliardi di euro. L'operazione mira a generare sinergie annue per 700 milioni di euro a regime e prevede la gestione di una forza lavoro complessiva superiore alle 150 mila unità. Secondo la visione aziendale, questa mossa rappresenta un'evoluzione strategica fondamentale. Come dichiarato dall'AD: "La transazione segna una pietra miliare nella strategia di lungo termine di Poste come piattaforma e un passo decisivo nel rafforzamento del nostro ruolo come abilitatore della trasformazione digitale dell'Italia"

Poste Italiane lancia Opas sul 100% di Tim, valore operazione €10,8 miliardi per creare leader nazionale nelle infrastrutture digitali

Obiettivi finanziari e sinergie industriali

Il piano industriale dell'aggregato prevede la generazione di sinergie a regime per 700 milioni di euro l'anno, suddivise in 500 milioni derivanti dall'ottimizzazione dei costi e 200 milioni dal potenziamento dei ricavi. Complessivamente, la creazione di valore stimata dall'operazione supera i 4,5 miliardi di euro, supportata da una forte attività di cross-selling tra le diverse basi clienti. L'integrazione porterebbe alla nascita di un colosso con ricavi aggregati di circa 26,9 miliardi di euro, un margine operativo (Ebit) pro-forma di 4,8 miliardi e una forza lavoro superiore alle 150 mila unità.

Reazioni del mercato 

Sebbene gli analisti abbiano espresso pareri favorevoli sulle prospettive industriali, l'annuncio ha provocato movimenti contrastanti in Borsa: nella seduta di lunedì 23, il titolo Poste ha subito una flessione del 6,8%, mentre le azioni Tim hanno registrato un rialzo del 4,7%. L'impegno economico per Poste è significativo, considerando che Tim, pur avendo ridotto il debito netto dopo la vendita della rete sotto la soglia dei 7 miliardi di euro, presenta ancora un'esposizione finanziaria di 6,9 miliardi. Nonostante ciò, il top management ha confermato le previsioni sui dividendi per il 2026, ipotizzando una capitalizzazione di mercato per la nuova entità che potrebbe oscillare tra i 35 e i 40 miliardi di euro includendo le sinergie.

In merito a possibili rilievi da parte delle autorità regolatrici, Del Fante ha manifestato ottimismo: "L’operazione sarà ovviamente ratificata all’autorità alla concorrenza ma non vediamo rischi". Il manager ha inoltre chiarito che l'idea di un'acquisizione era già presente nei piani del gruppo da cinque anni, ma era stata posticipata a causa del precedente indebitamento di Tim: "Allora il debito della società tlc era troppo alto".

Il nuovo assetto pubblico delle telecomunicazioni

Con questa manovra, Tim si appresta a tornare sotto l'influenza pubblica a quasi tre decenni dalla sua privatizzazione. La nuova configurazione vedrebbe Poste Italiane controllata dallo Stato attraverso Cassa Depositi e Prestiti (27,2%) e il Ministero dell'Economia (22,8%). Tim manterrebbe la propria autonomia operativa e il proprio marchio, conservando asset pregiati come Tim Brazil. Per Poste, l'acquisizione garantisce il controllo su infrastrutture critiche: una rete nazionale fissa e mobile, oltre a una posizione dominante nel settore dei cloud e dei data center, elementi essenziali per la sovranità digitale del Paese.

L'offerta prevede una combinazione di contanti (0,167 euro per azione) e titoli (0,0218 azioni Poste per ogni azione Tim), per un valore unitario di 0,635 euro. Nonostante le pressioni degli azionisti di minoranza per un miglioramento delle condizioni, Del Fante ha escluso la possibilità di un rialzo del prezzo.

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