28 Gennaio 2026
Fonte: Lapresse
All’apertura dei mercati europei un euro è stato scambiato a 1,20 dollari. Si tratta della cifra più alta da quattro anni ed è dovuta a una grande debolezza della valuta statunitense. Una situazione anomala, visto che la Fed si prepara, nella giornata di oggi, a lasciare i tassi invariati. Il presidente Trump ha commentato rapidamente la situazione, giudicandola positivamente.
La debolezza del dollaro in questo frangente è problematica per diverse ragioni. La prima è quella finanziaria. Secondo tutti gli indicatori, il dollaro dovrebbe essere stabile, se non in rafforzamento. La Fed, vista l’alta inflazione e la forte crescita dell’economia segnalata dagli ultimi dati americani, deciderà con ogni probabilità oggi di lasciare i tassi invariati. I rendimenti sui titoli di Stato statunitensi stanno inoltre aumentando.
Tutti segnali di un dollaro forte, che rendono il calo ancora più grave. Visto che questi fattori vanno in senso opposto, significa che sul mercato ci sono più dollari di quanti ne vengano richiesti. Il prossimo futuro non porta rassicurazioni in questo senso. Il mandato di Jerome Powell a capo della Fed sta per scadere e il suo successore potrebbe essere molto più indulgente con le richieste di Trump di abbassare i tassi di interesse. Una nuova iniezione di liquidità che abbasserebbe ulteriormente il valore del dollaro.
Il dollaro debole è però un problema anche dal punto di vista economico. Gli USA sono un Paese importatore che quindi beneficia di una moneta forte. Il costo delle importazioni potrebbe quindi aumentare, pesando sulla crescita. Un dollaro debole potrebbe inoltre accentuare il peso dell’inflazione, già risalita al 2,8% nell’ultimo trimestre.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non sembra però preoccupato della situazione. A una domanda diretta di un giornalista ha risposto: «Guardate gli affari che stiamo facendo. Il dollaro sta andando benissimo».
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