19 Gennaio 2026
Andrea Orcel, Ceo di Unicredit. Fonte: imagoeconomica
Le grandi banche italiane si ritrovano con circa 14 miliardi di euro di capitale in eccesso a disposizione. Ora che i buyback sono meno convenienti, queste risorse potrebbero essere utilizzate per far ripartire il Risiko. In prima fila c’è UniCredit, che con più di 5 miliardi di euro si trova al bivio: riprovarci per Bpm o andare sulla quota di Delfin in Mps.
Le grandi banche italiane vengono da uno dei periodi più remunerativi della loro storia recente. La gestione oculata delle esposizioni e i tassi alti hanno permesso agli istituti di credito di accumulare utili che hanno creato un eccesso di capitale da 14 miliardi di euro circa, diviso tra:
Il capitale in eccesso è la quota di capitale che va oltre la consolidazione e che, anche spendendola, non metterebbe a rischio lo stato della banca. Questo denaro, se lasciato fermo, può costare più di quanto produce, e quindi le banche tendono a utilizzarlo. In molte hanno effettuato buyback per ricompensare gli azionisti, ma ora questo strumento non è più così conveniente.
Rimane quindi solo l’utilizzo esterno, gli investimenti. Questo potrebbe far ripartire il Risiko bancario, in particolare per quanto riguarda Unicredit, che è di gran lunga la banca con la maggiore disponibilità.
Le opzioni per Piazza Gae Aulenti sono due. La prima è ritentare la scalata a Bpm, ora che il golden power italiano non può più fermarla così facilmente. La seconda è approcciare Delfin per il suo 17% in Montepaschi, anche se per ora la famiglia Del Vecchio ha negato ogni approccio.
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