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Eventbrite, class action americana contesta la vendita a Bending Spoons da $500 milioni e il calcolo dei diritti di voto

Gli Hartz hanno già sottoscritto un impegno formale a votare a favore della fusione, tuttavia, qualora la tesi dei ricorrenti venisse accolta, l'influenza dei fondatori crollerebbe dal 50,9% all’11,3%, privandoli della maggioranza assoluta

15 Gennaio 2026

Eventbrite, class action americana contesta la vendita a Bending Spoons da $500 milioni e il calcolo dei diritti di voto

La class action americana ha contestato, davanti la Corte del Delaware, l'acquisto di Eventbrite da parte di Bending Spoons per $500 milioni. Secondo i promotori del ricorso, tra cui Juniper International, l'accordo con il gruppo italiano avrebbe innescato una clausola statutaria capace di ridurre il potere dei fondatori, Julia e Kevin Hartz.

I dettagli dell'acquisto

L'intesa, annunciata lo scorso dicembre, prevede l'acquisto di Eventbrite da parte di Bending Spoons per una cifra che si aggira intorno ai 500 milioni di dollari. L'offerta riconosce agli azionisti 4,5 dollari per titolo, garantendo un premio considerevole, pari all'81% rispetto alle quotazioni di fine novembre 2025. Se il programma venisse rispettato, l'integrazione si concluderebbe nella prima metà del 2026, portando Eventbrite al delisting da Wall Street per diventare una controllata del gruppo milanese, che ha già in portafoglio realtà come Vimeo, WeTransfer e Evernote.

Il nodo del voto maggiorato

La struttura proprietaria di Eventbrite assegna ai fondatori, Julia e Kevin Hartz, il 50,9% dei voti complessivi, a fronte di una partecipazione reale al capitale di appena il 16,6%. Questo potere decisionale deriva dal possesso di azioni di classe B, che garantiscono dieci voti ciascuna. Gli Hartz hanno già sottoscritto un impegno formale a votare a favore della fusione, facilitati anche da un accordo che permetterebbe a Julia Hartz di reinvestire parte del guadagno direttamente in Bending Spoons. Tuttavia, l'opposizione legale sostiene che l'accordo di vendita avrebbe innescato una clausola statutaria che trasforma automaticamente i titoli speciali in azioni ordinarie da un solo voto.

Il nuovo scenario per l'assemblea dei soci

Qualora la tesi dei ricorrenti venisse accolta, l'influenza dei fondatori crollerebbe drasticamente all'11,3%, privandoli della maggioranza assoluta. In questa eventualità, il consenso dei soci istituzionali diventerebbe fondamentale per il successo dell'operazione. Attualmente, tra gli azionisti figurano Sequoia Capital, che detiene il 21,4% dei diritti di voto, oltre a fondi internazionali come Edmond De Rothschild, Nantahala, Blackrock e Vanguard. L'assemblea degli azionisti, che sarà convocata a breve, rappresenta ora il banco di prova decisivo per verificare se la strategia di espansione di Bending Spoons potrà proseguire come previsto.

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