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Petrolio, Chevron e Quantum puntano 22 miliardi di dollari sugli asset esteri di Lukoil: mossa strategica per rafforzare il controllo Usa

La trattativa riguarda produzione, gas, raffinerie e 2.000 stazioni in Europa, Asia e Medio Oriente; l’amministrazione Trump sostiene l’operazione per garantire la proprietà americana a lungo termine

07 Gennaio 2026

Petrolio, Chevron e Quantum puntano 22 miliardi di dollari sugli asset esteri di Lukoil: mossa strategica per rafforzare il controllo Usa

Petrolio, Chevron e Quantum puntano 22 miliardi di dollari sugli asset esteri di Lukoil: mossa strategica per rafforzare il controllo Usa. La trattativa riguarda produzione, gas, raffinerie e 2.000 stazioni in Europa, Asia e Medio Oriente; l’amministrazione Trump sostiene l’operazione per garantire la proprietà americana a lungo termine.

Offerta miliardaria sui beni esteri di Lukoil

Il colosso statunitense Chevron e il fondo di private equity Quantum Capital Group stanno lavorando per rilevare gli asset esteri della russa Lukoil, colpita dalle sanzioni internazionali scattate con l’invasione dell’Ucraina nel 2022. La valutazione complessiva dei beni esteri è stimata in circa 22 miliardi di dollari, che, in caso di esito positivo, verranno divisi tra i due gruppi.

L’offerta, riportata mercoledì 7 gennaio dal Financial Times, comprende l’intero portafoglio estero di Lukoil: attività di produzione di petrolio e gas, impianti di raffinazione e oltre 2.000 stazioni di servizio dislocate tra Europa, Asia e Medio Oriente. Sia Quantum sia Chevron intendono detenere e gestire questi asset sul lungo periodo, un approccio che trova favore presso l’amministrazione Trump, interessata a consolidare il controllo americano su risorse energetiche strategiche.

Artemis Energy e la competizione internazionale

Quantum effettuerà l’operazione tramite Artemis Energy, società con sede a Londra, mentre il prezzo finale dell’offerta non è stato ancora reso noto. L’interesse dei due gruppi si colloca in un contesto competitivo: precedentemente, offerte per gli stessi asset erano state avanzate dal fondo Carlyle e dal conglomerato Abu Dhabi International Holding Company.

L’asta per la cessione degli asset esteri di Lukoil era partita a novembre 2025, dopo che l’amministrazione Trump aveva bloccato la proposta avanzata da Gunvor, definita “marionetta del Cremlino”. Gunvor, cofondata da Gennady Timchenko – vicino al presidente russo Vladimir Putin – non detiene più partecipazioni nella società dal 2014.

Quantum, guidata dal magnate texano del petrolio Wil VanLoh, aveva già avviato colloqui con funzionari americani, sottolineando che l’operazione avrebbe rafforzato il controllo statunitense su asset energetici di rilevanza strategica. Un alto funzionario del governo Usa ha commentato al Financial Times: "Cerchiamo una dismissione che assegni la proprietà di questi asset a un operatore americano in modo permanente. Non vogliamo operazioni di acquisto e rivendita; questa è un’opzione convincente".

Dettagli sul giacimento di Tengiz e approvazione finale

Chevron, inoltre, potrebbe acquisire anche la quota del 5% detenuta da Lukoil nel giacimento di Tengiz, in Kazakistan, già gestito dal gruppo statunitense. Il Dipartimento del Tesoro Usa ha concesso una deroga che consente alle aziende di negoziare con Lukoil fino al 17 gennaio, ma qualsiasi accordo finale richiederà l’approvazione diretta dell’amministrazione Trump, che detiene di fatto un potere di veto sulla transazione.

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