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Partecipate, primi rumor sulle nomine di Eni, Enel, Leonardo, Poste, Enav e Terna

Terminata l’ultima tornata di CdA con l’indicazione di Bernardo Mattarella per i vertici di Invitalia, la poltrona da riempire a stretto giro è quella dell’Ad di Mediocredito centrale. La prossima primavera la partita riguarderà Eni, Enel, Leonardo, Poste, Enav e Terna

04 Luglio 2022

MEF

fonte: Imagoeconomica

Cresce l’attesa per la nuova partita di nomine previste nella primavera 2023 che interesserà alcuni dei pezzi più pregiati delle controllate di Stato e delle grandi quotate, tra cui Eni, Enel, Leonardo, Poste, Enav e Terna. Secondo quanto ricostruito da Milano Finanza, la tornata di nomine nelle partecipate potrebbe toccare ancora al governo Draghi.

La 18esima legislatura, iniziata il 23 marzo 2018, terminerà il 22 marzo del prossimo anno. A proposito della possibile data delle elezioni politiche 2023, il giornale scrive che il rinnovo del Parlamento potrebbe avvenire tra il 7 e il 28 maggio. Se il governo Draghi dovesse restare in carica fino alla prossima primavera, quindi, spetterebbe a lui la scelta dei vertici delle partecipate pubbliche in scadenza.

Partecipate, il valzer di nomine previsto per la primavera 2023

Dopo l'addio di Arcuri a Invitalia, che vede ora Bernardo Mattarella ai vertici della società, a giocare la partita delle nomine il prossimo anno saranno alcune delle più pregiate controllate di Stato e le grandi quotate: parliamo di Eni, Enel, Leonardo, Poste, Enav e Terna.

Parlando di Leonardo, l'Amministatore Delegato Alessandro Profumo ha dalla sua parte il fatto die ssere solo al secondo mandato, mentre Descalzi (Eni) e Starace (Enel) hanno già varcato il terzo anno. Inotre, Giuseppe Giordo, il candidato numero 1 per la poltrona di Leonarod, è rimasto scottato dal caso Colombia e dalle negoziazioni parallele che avrebbero coinvolto l’ex premier Massimo D’Alema per la fornitura di armamenti nel paese sudamericano.

Passando ad Enav, service provider per il controllo del traffico aereo, Paolo Simioni si trova ancora al suo primo mandato. Quest'anno ha presentato il PI al 2024 e avviato il piano strategico al 2031, che prevede investimenti per 1 miliardo. Matteo Del Fante ha dalla sua parte un bilancio 2021 da record che vede un utile netto ammontare a 1,6 miliardi (+31%).



Inoltre, di recente, gli è stata affidata la presidenza dalla società pubblica incaricata di gestire il Giubileo di Roma del 2025 dal governo Draghi.

Vista la recente nomina di Bernardo Mattarella, la poltrona di Mediocredito centrale resta sicuramente quella da riempire a stretto giro.

Si parla anche di un ricambio in corsa di Banca d’Italia, sottraendo la nomina del prossimo governatore a un eventuale schieramento “a trazione Giorgia Meloni o Matteo Salvini)”. I rumors riportati dal Foglio su dimissioni anticipate di Ignazio Visco sono stati recentemente smentiti da Via Nazionale.

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