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Pensioni, quota 100 e Ape sociale in attesa della riforma: chi può accedere

L'anticipo pensionistico dell'Ape sociale potrebbe ora essere applicato a una platea più ampia in attesa della prossima legge di bilancio

31 Agosto 2021

pensioni

Fonte: lapresse.it

Per la riforma delle pensioni bisognerà attendere la nuova legge di bilancio, per questo motivo la proposta ora è quella di estendere la platea degli aventi diritto all'Ape sociale in attesa delle decisioni sul rinnovo o meno di Quota 100. La misura fa riferimento agli aventi diritto all'anticipo pensionistico all'età di 63 anni, che deve avvenire sulla base di determinati criteri stabiliti dall'Inps.

A oggi il bacino di beneficiari dell'Anticipo pensionistico cosiddetto "sociale" (Ape sociale) sono alcune categorie considerate "vulnerabili". In attesa, però, che Esecutivo e Legislativo trovino un accordo sulle pensioni entro dicembre, si sta ragionando sull'estensione dell'Ape sociale a quelle categorie che potrebbero beneficiare della Quota 100, ma sono costrette ad attendere che si chiuda l'agenda economica del Governo in tema pensioni.

Pensioni, quota 100 e Ape sociale in attesa della riforma: chi può accedere

Ad oggi la platea di beneficiari dell’Ape sociale comprende disoccupati non più coperti da strumenti di sostegno al reddito dopo il licenziamento, invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa di almeno il 74%, caregiver famigliari (in particolari condizioni) e lavoratori dipendenti rientranti in un elenco di riferimento di 15 attività considerate particolarmente usuranti o pericolose. 

Questo tipo di anticipo pensionistico prevede il prepensionamento con almeno 63 anni di età a determinate categorie "fragili", ma potrebbe presto accogliere altre richieste in attesa della prossima legge di bilancio che dovrà gestire l'uscita anticipata dal 2022 nel dopo Quota 100

L’Ape scoiale è un’indennità interamente a carico dello Stato. Essa viene erogata dall’Inps, ed è entrata in funzione a partire dal 1° maggio 2017 in forma sperimentale con un’originaria scadenza fissata alla fine del 2018. Anche questa misura ha raccolto diverse proroghe negli anni, di cui l'ultima sarà quella al 31 dicembre di quest’anno, prevista dalla legge di bilancio approvata dal Parlamento a dicembre 2020.

Ape sociale: i beneficiari

Possono accedere al questo tipo di anticipo pensionistico, attraverso apposita domanda da presentare all’Inps, i lavoratori dipendenti (sia di pubblico che privato), i lavoratori autonomi o i cosiddetti "parasubordinati" iscritti alla gestione separata dell’ente previdenziale pubblico che fanno parte di specifiche categorie o si trovino in particolari condizioni.

Questo significa che nessuna spesa è necessaria a chi fa richiesta dell'Anticipo pensionistico sociale, che riguarda soprattutto i disoccupati in seguito a licenziamento (non volontario). In questo caso i beneficiari devono aver però esaurito integralmente la prestazione per disoccupazione o mobilità da almeno 3 mesi, e devono essere in possesso di non meno di 30 anni di contributi. 

La stessa regola si applica ai caregiver famigliari, ovvero coloro che assistono parenti o il/la coniuge conviventi e in condizioni di handicap grave.

Infine, la richiesta può essere effettuata da invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa al di sopra del 74%, sempre alle stesse condizioni contributive citate sopra. Ma anche i lavoratori dipendenti impegnati in attività lavorative usuranti o rischiose viene concesso l'anticipo attraverso l'Ape sociale, benché questo avvenga con 36 anni di contributi e un'attività lavorativa identificata secondo le categorie Inps da almeno 7 anni negli ultimi 10, o da almeno 6 anni negli ultimi 7.

 

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