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In Egitto riemerge un vasto complesso monastico copto del V secolo su 2000 mq, con affreschi e una lapide copta funeraria

Gli scavi ad Al-Qalāyā hanno rivelato tredici ambienti del V secolo, affreschi con monaci e gazzelle floreali, ceramiche, ossa animali e lapide copta

25 Marzo 2026

In Egitto riemerge un vasto complesso monastico copto del V secolo su 2000 mq, con affreschi e una lapide copta funeraria

L’area degli scavi / Ministero del Turismo e delle Antichità

In Egitto, nel Delta del Nilo, è  riemerso un vasto complesso monastico copto del V secolo su 2000 mq, con affreschi e una lapide copta funeraria. Gli scavi erano iniziati nel 2023 da una missione congiunta tra il Consiglio Supremo delle Antichità e la Facoltà di Archeologia dell'Università del Cairo.

Ad oggi risulta essere una delle testimonianze più antiche del monachesimo copto, emerso da scavi che hanno liberato strutture sepolte sotto sedimenti deltizi. Questa scoperta è fondamentale perché ridefinisce la geografia delle origini del monachesimo cristiano, spostando l'attenzione dalle tradizionali aree desertiche dell'Alto Egitto verso il Delta, territorio fertile e strategico vicino al Mediterraneo. Il ritrovamento dimostra il ruolo centrale di questa regione nello sviluppo delle prime comunità religiose organizzate, offrendo nuove prospettive sulla spiritualità cristiana primitiva, sulla diffusione del copto oltre i deserti e sulla capacità di questi centri di attrarre pellegrini e adepti.

L'area dell'edificio scoperto è di circa 2000 metri quadrati ed è costruita da mattoni di fango.Il nucleo del complesso si formò nel V secolo, ma gli scavi attestano una frequentazione ininterrotta con diversi edifici aggiunti nelle epoche successive, tra V e VIII secolo, durante i periodi di prosperità monastica pre-araba, confermando fasi di espansione da insediamenti iniziali a centri articolati per monaci, visitatori e formazione spirituale.

Nel cuore del sito c'è un edificio principale del V secolo, probabilmente una foresteria, con tredici ambienti interconnessi: celle monastiche per preghiera e ascetismo, spazi comuni per pasti e riunioni, aree per insegnamento dottrinale e catechetico, zone di ospitalità, e una sala di preghiera orientata a est con una croce scolpita nella pietra, simbolo liturgico copto.

Tra i molti affreschi rinvenuti spicca uno raffigurante due gazzelle circondate da motivi floreali, ma il sito vanta anche rappresentazioni di monaci in preghiera, intricati motivi geometrici simboleggianti l'eternità e decorazioni vegetali ispirate alla flora nilotica, testimoniando la ricchezza dell'espressione simbolica nell'antica arte copta.

All'interno delle camere sono state individuate ossa animali, conchiglie usate come utensili o ornamenti, che mettono in evidenza le attività quotidiane e il consumo di cibo nel sito.

Un altro ritrovamento degno di nota è una lastra rettangolare di calcare scoperta all'ingresso di una delle camere con un'iscrizione in copto, probabilmente una lapide: una traduzione preliminare indica la morte di una persona di nome “Aba Kir ibn Shenouda”, confermando così la presenza di un'attività umana continua nel sito durante i periodi di prosperità monastica nella regione.

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