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"Sisifo" di Massimo Taggiasco: una casa editrice ricca di cura, equilibrio, attenzione e passione. Un segno di speranza e un luogo dell'anima

l'Italia fortunatamente appare ancora ricca di tesori umani e culturali come quelle piccole case editrici dove si approfondisce davvero

19 Dicembre 2025

"Sisifo" di Massimo Taggiasco: una casa editrice ricca di cura, equilibrio, attenzione e passione. Un segno di speranza e un luogo dell'anima

Classe 1960, alessandrino di nascita, di origini liguri e piemontesi, Massimo Taggiasco ha incominciato a collaborare con organi di informazione locale, giornali e radio, dalla fine degli anni ’70 del secolo scorso. Diplomato al Liceo Classico G. Plana di Alessandria, è avvocato, giornalista pubblicista ed editore. Dal 1988 è proprietario e direttore del giornale Hurrà Grigi (“organo dei tifosi dell’Alessandria calcio”) che rappresenta una della più longeve testate giornalistiche di Alessandria, edita sia in formato cartaceo (quindicinale) che online. E’ direttore del giornale quotidiano on-line alessandria24.com. Ha fondato la casa editrice Sisifo Edizioni, molto attiva nel panorama culturale piemontese.

Un avvocato editore. allora aveva ragione Ulpiano che il diritto è la scienza delle cose divine e umane? l'universalità dello Ius può includere tante passioni?

Avvocato, editore e, aggiungo, giornalista da quasi 40 anni: le mie attività hanno sicuramente un denominatore comune. La vita e i suoi casi, belli e interessanti da narrare, meritevoli di attenzione e, in tanti casi, di strenua difesa. Dalla cronaca all’attività di avvocato penalista il passo è veramente molto breve, spesso solo questione di “prospettiva”. Del resto, già Cicerone, avvocato, filosofo, scrittore e politico aveva indicato la strada.

Perchè un nome così originale e antico: Sisifo?

E’ un omaggio ai miei studi classici, il periodo formativo della mia vita, bello come tutti i ricordi che si colorano di nostalgia. Ho scelto il mito di Sisifo, caro anche a Camus, perché simboleggia la lotta dell’uomo contro l’apparente assurdità della vita, una lotta che proprio perché destinata, almeno nella dimensione terrena, alla sconfitta di fronte alla morte, costituisce anche l’essenza della nobiltà d’animo, come erano soliti ripetere gli hidalgos spagnoli (e Montanelli, uno dei miei punti di riferimento).

Quali sono le aure e i carismi della Sua casa editrice?

Il primo prodotto cui ho dato vita nella mia carriera editoriale è stata la pubblicazione, nel 1988, di una testata giornalistica, ovviamente cartacea: Hurrà Grigi, dedicata all’Alessandria Calcio. Ancora oggi, dopo 37 anni, questo giornale resiste nella sua forma originale (oltre che telematica, ovviamente). Quindi il primo “carisma” della mia casa editrice è la lotta per la sopravvivenza della carta stampata, in tutte le sue forme destinate alla comunicazione. Un altro cardine fondamentale della mia attività di editore è la lotta al politicamente corretto, alla cosiddetta cultura woke e a tutte le altre forme di conformismo che caratterizzano l’egemonia culturale della sinistra nel nostro paese. Un altro sicuro punto di riferimento è la valorizzazione dell’identità e della cultura locali.

Come scegliere un romanzo e come scegliere un saggio?

Scegliamo i romanzi per l’originalità della trama, la qualità della scrittura e quando riteniamo che le storie narrate possano avere un significato che trascende la trama. Per quanto concerne i saggi il discorso è più complesso: per valutarne la qualità e l’originalità ci rivolgiamo ad esperti delle materie trattate. Abbiamo dei lettori molto esigenti nel valutare i molti testi che riceviamo (in media almeno uno alla settimana).

Quali tendenze emergono oggi nel mercato culturale?

Il mercato culturale, purtroppo, registra un appiattimento verso il basso. E’ difficile trovare qualcosa che il pubblico apprezzi, se non vi è, alle spalle, la grancassa social o il battage pubblicitario delle grandi case editrici. Vanno per la maggiore le saghe familiari, il fantasy, mentre i gialli e i romanzi storici sono degli ever green. Quindi è difficile trovare qualche autore che si distingua per originalità o che emerga dai canoni delle scuole di scrittura.

Come mediare tra qualità e raggiungibilità di un pubblico più ampio possibile?

E’ la cosa più difficile. Direi che cerchiamo di farci guidare dall’arguzia e dall’esperienza dei nostri “lettori seriali” ma spesso per raggiungere un vasto pubblico bisogna fare ricorso a strumenti, come i social, che per la loro stessa natura non privilegiano certo la qualità. E poi oggi viviamo con l’incubo dei prodotti confezionati dall’intelligenza artificiale.

Il rapporto con Alessandria e il suo territorio e le sue radici liguri. Alessandria è una città un po' criptica, dal fascino riservato e nascosto, non facile da capire...

Devo dire che le mie radici liguri (Bordighera) ben si conciliano con Alessandria, il suo territorio e i suoi abitanti. Tutti caratteri non facili, riservati, per molti aspetti introversi. In entrambi i casi, però, una volta superata la “corazza”, i rapporti umani diventano particolarmente profondi e l’inespresso è materia per dare vita a rapporti intensi e ricchi. L’impegno per il territorio è sempre motivo di soddisfazione e valorizzazione personale. Il mio esempio è mio nonno, Dino Taggiasco, storico della riviera di ponente, podestà di Bordighera, i cui scritti e articoli sono ancora oggi apprezzati e citati da chi ama quelle terre.

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