Mercoledì, 25 Febbraio 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Cappella Sistina, al via la pulitura per la manutenzione straordinaria del Giudizio Universale, dopo 30 anni dall'ultimo restauro

Barbara Jatta (Direttore dei Musei Vaticani):"Fino al termine dei lavori, la Cappella Sistina continuerà ad accogliere fedeli e visitatori, mentre i restauratori del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani lavoreranno sul ponteggio schermato da un telo riproducente l’immagine del Giudizio"

25 Febbraio 2026

Cappella Sistina, iniziato l'intervento di pulitura per la manutenzione straordinaria del Giudizio Universale

Cappella Sistina

Terminata l’installazione del ponteggio in Cappella Sistina, ha preso avvio la manutenzione straordinaria del Giudizio universale.

“È iniziato l’intervento di pulitura del grandioso affresco di Michelangelo” dichiara Barbara Jatta, Direttore dei Musei Vaticani. “Fino al termine dei lavori, previsto entro la Settimana Santa, la Cappella Sistina continuerà ad accogliere fedeli e visitatori, mentre i restauratori del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani lavoreranno sul grande ponteggio schermato da un telo riproducente l’immagine del Giudizio. L’installazione del ponteggio è stata possibile grazie alla cooperazione con la Direzione delle Infrastrutture e Servizi (guidata dall’Ingegnere Salvatore Farina) del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. La pulitura dell’affresco è sostenuta dal Capitolo della Florida dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums. Siamo grati a Mary Viator e a tutto il Capitolo per il loro munifico sostegno.

Tutte le fasi dell’intervento saranno documentate dal Laboratorio Fotografico dei Musei Vaticani, creando una preziosa testimonianza della pulitura che, asportando una lieve patina, invisibile a occhio nudo, riporterà i colori michelangioleschi al loro splendore. A circa trent’anni dall’ultimo intervento conservativo, completato nel 1994 sotto la supervisione del Direttore Generale Carlo Pietrangeli ed eseguito dal Capo Restauratore del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani Gianluigi Colalucci, sarà possibile ammirare il sommo capolavoro di Michelangelo in tutta la potenza della sua visione”.

“Commissionato nel 1533 dal pontefice mediceo Clemente VII - illustra Fabrizio Biferali, Curatore del Reparto per l’Arte dei secoli XV-XVI -, l’affresco con il Giudizio universale fu iniziato nel 1536 sotto Paolo III Farnese e concluso nel 1541. Secondo un brano della Vita di Michelagnolo Buonarroti (1553) di Ascanio Condivi, Clemente VII aveva già in mente il soggetto da affidare al sommo maestro toscano: «Il giorno dell’estremo giudicio, stimando, per la varietà e grandezza della materia, dover dar campo a questo uomo di far prova delle sue forze». Il successore Paolo III era talmente desideroso di ammirare il capolavoro del Buonarroti che, per consentirgli di dedicarsi solo a quello, il 17 novembre 1536 lo sciolse dagli obblighi contrattuali per la tomba di Giulio II, mentre uno stipendio annuo di 1.200 ducati fu assicurato all’artista fino alla sua morte. Quando l’affresco fu infine scoperto, si disse che Paolo III ne rimase così impressionato da cadere in ginocchio e implorare il perdono divino nell’ultimo giorno”.

L’intervento odierno sulla parete del Giudizio di Michelangelo - spiega Paolo Violini, Capo Restauratore del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei - si è reso necessario a causa della presenza di una diffusa velatura biancastra sulla superficie pittorica che ha determinato un’attenuazione dei valori chiaroscurali e una conseguente alterazione della leggibilità cromatica dell’affresco. La rimozione di questa patina viene effettuata mediante l’applicazione controllata a pennello di acqua deionizzata, interposta attraverso un doppio strato di carta giapponese. L’acqua consente la completa solubilizzazione dei depositi e delle sostanze estranee, riportando alla luce la pellicola pittorica originale nel rispetto del suo autentico stato conservativo. L’intervento è preceduto da accurate indagini scientifiche preliminari, da una documentazione fotografica di dettaglio e da un puntuale rilevamento dello stato di conservazione dell’opera, finalizzati alla acquisizione dei dati e alla verifica della compatibilità delle procedure operative adottate”.

“Una Cappella Sistina aperta a tutti, nelle migliori condizioni di visita”, commenta Marco Maggi, Responsabile dell’Ufficio del Conservatore. “Un impegno quotidiano nei confronti dei visitatori di oggi e un diritto da trasmettere inalterato alle generazioni di domani. Con questo spirito, a far data dal 2010, la Direzione dei Musei Vaticani ha dato avvio al Piano di Manutenzione Ordinaria della Cappella Sistina: con il coordinamento dell’Ufficio del Conservatore, da 15 anni, nelle sere dei mesi di gennaio e febbraio, dopo la chiusura dei Musei al pubblico, restauratori di pitture e marmi, esperti di diagnostica e conservazione, operatori della logistica, tecnici dei Musei e della Direzione delle Infrastrutture e Servizi si alternano per garantire la preservazione di affreschi e apparati decorativi della Cappella - attraverso la capillare depolveratura e rigorosi controlli autoptici e strumentali - e verificare il corretto funzionamento degli impianti di condizionamento e illuminazione, attivi dal 2014 e fondamentali per la stabilità delle condizioni al contorno e per la ottimale fruizione dell’ambiente sistino”.

Nel 2024, lo stesso spirito di cura - che affonda le proprie radici in una tradizione vaticana che data al 1543, durante il papato di Paolo III, e precisamente all’istituzione del ruolo del mundator (figura preposta a periodiche spolverature tese a preservare le decorazioni della Cappella Sistina) - ha condotto la Direzione dei Musei ad approcciare in modo organico, entro la cornice dei piani di manutenzione, la ricognizione del Giudizio universale, a trent’anni dalla conclusione del restauro. Si è così potuta rilevare la presenza di un velo bianco di sostanza di natura esogena, in grado nel tempo di alterare la percezione dei rapporti cromatici. Oggi, dopo un anno e mezzo di studi e analisi, l’allestimento di uno speciale ponteggio a ridosso della parete del Giudizio permetterà ai nostri restauratori di eseguire, in piena sicurezza e a Cappella Sistina aperta, un intervento di manutenzione straordinaria dell’intera superficie dipinta.

Il velo bianco sarà rimosso, “sollevato”, e si ricaveranno ulteriori, preziose indicazioni per comprenderne l’origine e contrastarne in futuro i meccanismi di formazione e, soprattutto, si potrà apprezzare nuovamente tutta la ricchezza delle cromie michelangiolesche. Anche in questo caso, il risultato finale sarà il frutto di un approccio globale e del lavoro corale di diverse professionalità, che quotidianamente esprimono il proprio impegno a servizio della Santa Sede per garantire la conservazione delle opere nell’ottica di una sempre migliore conoscenza, comunicazione e condivisione.

“Dopo circa trent’anni dall’ultimo restauro del Giudizio universale - aggiunge Fabio Morresi, Responsabile del Gabinetto di Ricerche Scientifiche - torniamo a sfiorare e osservare di nuovo da vicino l’opera di Michelangelo. Nel corso di questi anni il monitoraggio della pellicola pittorica è stato costante e abbiamo potuto osservare, oltre a una leggera deposizione di particolato, alcuni fenomeni localizzati di sbiancamenti. Questi fenomeni sono stati subito analizzati per definire esattamente la loro natura e, quindi, la causa della loro comparsa. Una serie di analisi scientifiche approfondite ha consentito la corretta definizione molecolare di questa sostanza, ossia il lattato di calcio. Questo sale è stratificato solo sulla superficie più esterna della pittura e risulta molto solubile in acqua. Tale caratteristica chimico-fisica rende facile la sua rimozione, garantendo la minima interazione con i pigmenti sottostanti. Il Gabinetto di Ricerche Scientifiche dei Musei Vaticani seguirà costantemente le operazioni di manutenzione ed eseguirà una serie di articolate misure chimiche e fisiche atte a supportare tutte le operazioni dei restauratori. Questi dati saranno poi utili per seguire, nel tempo, lo stato di salute dell’opera”.

L’intervento di manutenzione straordinaria è sostenuto dal Capitolo della Florida dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums.

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

x