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"Ricalcoli" contributivi dell'Inps a Citynews e Ciaopeople, rischio taglio 50% organico: in pericolo 250 posti di lavoro

In pericolo 250 posti di lavoro per una diatriba tutta interna alle associazioni di categoria e relativa alla applicazione, per i giornalisti, di un contratto Fieg-Fnsi

17 Febbraio 2026

L'Inps si arrabbia, dopo alcune ispezioni sanziona Citynews per 4,5 milioni di euro e Ciaopeople per 3,5 milioni di euro

Citynews e Ciaopeople

Le sanzioni comminate da Inps, ovvero 4,5 milioni di euro per Citynews e 3,5 milioni per Ciaopeople, infatti, pur se ispirate dalle migliori intenzioni, rischiano di avere un effetto deleterio sui posti di lavoro dei giornalisti impegnati in questi due gruppi.
E, parlando con le redazioni, emerge che potrebbe essere tagliata la metà dell’organico per fare fronte ai costi straordinari: a Citynews lavorano circa 300 tra giornalisti e collaboratori, e si parla di oltre 200 addetti giornalistici tra Fanpage e le altre testate di Ciaopeople.
Insomma, in pericolo 250 posti di lavoro per una diatriba tutta interna alle associazioni di categoria e relativa alla applicazione, per i giornalisti, di un contratto Fieg-Fnsi (con remunerazioni più alte) oppure Uspi (con remunerazioni più basse di circa il 40% rispetto al contratto nazionale Fieg-Fnsi).
Infatti le sanzioni comminate da Inps, per complessivi otto milioni di euro al termine di alcune ispezioni in azienda, sono effetto “del ricalcolo dei contributi previdenziali sulla base delle retribuzioni previste dal contratto principale firmato dalla Fnsi”, spiegano dal sindacato principale dei giornalisti.
Si apre, quindi, una vertenza sulla applicazione dei contratti per i giornalisti. Infatti, secondo la Fnsi “gli unici contratti di categoria considerati validi dall'Inps sono quelli firmati nel tempo dal sindacato dei giornalisti con Fieg, Aeranti-Corallo e Anso-Fisc. Gli altri contratti sono esclusivamente il tentativo di ridurre il costo del lavoro e sottrarre contributi previdenziali all'Inps e quindi al futuro dei colleghi. L’applicazione scorretta dei contratti”, secondo Fnsi, “non rappresenta solo un danno ai colleghi giornalisti, costretti a lavorare con stipendi inferiori e tutele minime, ma è anche un chiaro esempio di concorrenza sleale da parte di aziende che hanno bilanci milionari, pari a quelli dei grandi gruppi editoriali tradizionali. Concorrenza sleale che andrebbe perseguita anche per via legale”.
Non è d’accordo con questa interpretazione Francesco Saverio Vetere, segretario generale dell’Uspi (Unione stampa periodica italiana), secondo cui “il contratto collettivo nazionale di lavoro Uspi Figec (quello applicato da Citynews e Fanpage, ndr) è pienamente e a tutti gli effetti valido per regolare i rapporti tra editori e società di comunicazione e giornalisti e comunicatori. Infatti, è regolarmente depositato al Cnel ed è firmato da un sindacato che fa parte della Cisal, la Confederazione dei sindacati autonomi più grande in Italia”. L’attività dell’Inps e le relative sanzioni di cui si parla “riguardano solo ed esclusivamente l’applicazione del regime previdenziale, sulla quale si apre ora una controversia giudiziaria che farà giurisprudenza e porterà a definitivi chiarimenti sul reale stato delle cose, al di sopra di ogni considerazione dettata da partigianeria e di ogni tentativo di disinformazione malevola. Dobbiamo uscire una volta per tutte da logiche superate che hanno portato il settore nella condizione attuale”.
Ora, prescindendo da chi ha torto e chi ha ragione, va però constatato che un intervento a gamba tesa di Inps nei confronti di Citynews e Ciaopeople, peraltro due realtà che danno spazio al giornalismo e ai giornalisti a differenza di tante altre iniziative sul digitale, potrebbe avere come effetto proprio la riduzione dei posti di lavoro che si vorrebbero tutelare. Una conseguenza deleteria per una categoria, come quella dei giornalisti, già da tempo in difficoltà.
Il procedimento, comunque, è ancora in corso, non si è concluso e i due editori online devono ancora essere sentiti da Inps. La convinzione profonda, secondo fonti vicine a Citynews e Ciaopeople, è che siano stati commessi degli errori interpretativi da parte degli ispettori e che le cifre di cui si parla siano notevolmente più basse di quelle paventate da Inps.

Ciaopeople, editore di Fanpage.it, chiarisce sui contratti dei giornalisti

Ciao People srl, editore di Fanpage.it, intende fare alcune precisazioni in relazione alle notizie di stampa circolate nelle ultime ore. 

L’editore applica un regolare Contratto collettivo nazionale, ha sempre adempiuto ai propri obblighi in materia retributiva e contributiva e ha sempre tenuto fede agli accordi raggiunti con la controparte sindacale aziendale. Per questi motivi, presenterà un formale ricorso contro il provvedimento dell'INPS, facendo valere le proprie ragioni in tutte le sedi competenti.

Il contratto Uspi-Figec Cisal applicato in azienda, lungi dall’essere un contratto pirata, è stato ritenuto lo strumento più adatto per un mercato editoriale sempre più complesso e articolato, coniugando le necessità degli editori con le giuste tutele per i lavoratori. 

A tal proposito, si segnala che le cifre diffuse dai giornali in relazione agli stipendi dei giornalisti di Fanpage.it risultano totalmente sbagliate, considerando che l’editore non applica i minimi tabellari previsti dal contratto, ma accordi di secondo livello a cifre sensibilmente superiori. 

Si fa presente, tra le altre cose, che in un mercato dell’informazione dominato da precarietà e sfruttamento, Fanpage.it rappresenta un’eccezione non di poco conto: grazie anche alle interlocuzioni con la controparte sindacale, che ha sottoscritto diversi accordi di stabilizzazione, il giornale è costituito nella sua quasi totalità da giornalisti assunti a tempo indeterminato. 

In tal senso, sorprende la presa di posizione del sindacato Fnsi, schiacciato sulla linea dell’altra associazione datoriale, con cui peraltro non riesce a trovare un accordo per il rinnovo di un contratto scaduto da ormai dieci anni. Un contratto anacronistico che è concausa della precarizzazione del settore e della conseguente perdita di incisività delle stesse battaglie sindacali.

Non sorprendono, invece, le strumentalizzazioni politiche di una vicenda che, lo ripetiamo, è tuttora in corso. Ciao People è impegnata nel garantire ai propri giornalisti la massima libertà e autonomia, nel rispetto di una linea editoriale che intende fare di Fanpage.it un giornale laico, indipendente e trasparente.

Di Stefano Bastoni

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