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Chiara Petrolini capace di intendere e di volere, perizia psichiatrica: "Immatura e fragile ma cosciente quando uccise e seppellì suoi 2 figli"

La perizia psichiatrica esclude patologie: la 22enne accusata di aver ucciso e sepolto i figli era consapevole delle sue azioni, pur definita immatura e fragile

26 Gennaio 2026

Chiara Petrolini, al via processo per la 21enne accusata di aver ucciso i suoi due neonati, disposta perizia psichiatrica, rischia l'ergastolo

Chiara Petrolini, fonte: Facebook, @Racconti Di Cronaca

La perizia psichiatrica disposta dalla Corte d'Assise di Parma nel processo contro Chiara Petrolini, la 22enne accusata di aver partorito in segreto due figli, di averli uccisi e sepolti nel giardino di casa, ha dato esito positivo: la ragazza era in grado di intendere e di volere al momento dei delitti, pur essendo "immatura e fragile".

Chiara Petrolini capace di intendere e di volere, perizia psichiatrica: "Immatura e fragile ma cosciente quando uccise e seppellì suoi 2 figli"

Chiara Petrolini era capace di intendere e di volere al momento dei fatti. È questa la conclusione della perizia psichiatrica disposta dalla Corte d'Assise di Parma nell’ambito del processo a carico della 22enne accusata di aver ucciso e sepolto i suoi due figli neonati, partoriti a distanza di circa un anno l’uno dall’altro.

L’esito della valutazione, affidata alle perite Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli, rappresenta un passaggio centrale del procedimento giudiziario. Le esperte hanno escluso la presenza di patologie psichiatriche tali da compromettere la capacità di intendere e di volere dell’imputata al momento dei fatti, ritenendola inoltre pienamente idonea a sostenere il processo.

Secondo quanto emerso, il primo bambino sarebbe nato il 12 maggio 2023, mentre il secondo il 7 agosto 2024. Entrambi i neonati, stando alle accuse, sarebbero stati uccisi subito dopo il parto e successivamente sepolti. Un quadro che ha profondamente scosso l’opinione pubblica e che ora entra in una fase cruciale sotto il profilo giudiziario.

Pur escludendo un vizio di mente, la perizia traccia il profilo di una giovane donna descritta come “immatura e fragile. Le perite parlano di una personalità non strutturata, con tratti di forte vulnerabilità emotiva, che renderebbero Chiara Petrolini bisognosa di un percorso terapeutico e di sostegno psicologico. Un trattamento che, secondo le esperte, non sarebbe molto diverso da quelli previsti per soggetti minorenni.

Questa valutazione, tuttavia, non incide sulla responsabilità penale. In base alla perizia, infatti, l’imputata era consapevole delle proprie azioni e in grado di comprenderne il significato e le conseguenze. Un elemento destinato a pesare in modo determinante nel prosieguo del processo, soprattutto nella definizione delle eventuali attenuanti e della pena.

La difesa aveva puntato molto sull’accertamento psichiatrico, nella speranza di dimostrare una ridotta imputabilità. L’esito della perizia, invece, rafforza l’impianto accusatorio e chiarisce che il giudizio dovrà concentrarsi sui fatti e sulle responsabilità individuali, più che su eventuali condizioni patologiche.

Il procedimento prosegue ora davanti alla Corte d'Assise di Parma, chiamata a fare piena luce su una vicenda drammatica che continua a interrogare non solo la giustizia, ma anche la coscienza collettiva.

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