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Vigilante Pietro Zantonini morto dopo “malore improvviso” a -12° in cantiere Olimpiadi durante turno notturno, accusate difficoltà respiratorie

Zantonini, morto a causa di un malore improvviso, lavorava per una ditta esterna impegnata nella vigilanza privata. Operava di notte, in un gabbiotto riscaldato da una stufetta elettrica, e ogni due ore doveva effettuare un giro di controllo, documentandolo con un video

13 Gennaio 2026

Vigilante Pietro Zantonini morto dopo “malore improvviso” a -12° in cantiere Olimpiadi durante turno notturno, famiglia: “Andremo in fondo”

Pietro Zantonini Fonte: X @manginobrioches

Il vigilante Pietro Zantonini, 55enne originario di Brindisi, è morto dopo un malore improvviso mentre svolgeva un turno di vigilanza notturna in un cantiere delle opere olimpiche di Milano-Cortina 2026, con temperature scese fino a -12 gradi, davanti allo Stadio del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, nonostante fosse coperto e avesse una stufetta nella stanza. Dopo aver accusato difficoltà respiratorie ha chiesto aiuto a un collega e sono stati allertati i soccorsi, ma all’arrivo del 118 per lui non c’era già più nulla da fare; la famiglia respinge l’ipotesi di un fatto inevitabile e annuncia: "Andremo in fondo".

Vigilante Pietro Zantonini morto dopo “malore improvviso” a -12° in cantiere Olimpiadi durante turno notturno, accusate difficoltà respiratorie

Pietro Zantonini, 55 anni, originario di Brindisi, è morto durante un turno di vigilanza notturna in un cantiere delle opere olimpiche a Cortina d’Ampezzo. Una morte che scuote la conca ampezzana e riporta al centro il tema delle condizioni di lavoro nei cantieri legati ai Giochi di Milano-Cortina 2026. L’uomo è deceduto nella notte dell’8 gennaio, una notte gelida con temperature scese sotto i 12 gradi sottozero, mentre prestava servizio davanti allo Stadio del Ghiaccio, in un’area collegata ai cantieri olimpici.

Secondo le prime ricostruzioni, Zantonini sarebbe stato colpito da un malore improvviso. Le difficoltà respiratorie, la richiesta di aiuto a un collega, poi la chiamata al 118. All’arrivo dei soccorsi, però, per il vigilante non c’era già più nulla da fare. La Procura di Belluno ha disposto il sequestro della salma e l’autopsia, che sarà eseguita dall’anatomopatologo Andrea Porzionato, per chiarire con precisione le cause della morte ed eventuali responsabilità.

Un passaggio ritenuto fondamentale anche dalla famiglia, che respinge con forza l’ipotesi di un evento archiviabile come fatto privato o inevitabile. "Non può essere liquidato così", è il messaggio che arriva dai familiari, assistiti dall’avvocato Francesco Dragone del Foro di Lecce. I parenti confermano come l’uomo si fosse lamentato più volte con il figlio e con i colleghi delle condizioni di lavoro in cui operava. La moglie, avvisata dai Carabinieri alle 5 del mattino, è giunta a Cortina in stato di choc e ora attende risposte.

Tra i colleghi di Zantonini serpeggiano rassegnazione e rabbia. Molti preferiscono non parlare, si chiudono dietro frasi di circostanza. "Non so nulla, sono arrivato oggi", è la risposta che ricorre più spesso. Solo uno accetta di rompere il silenzio, a patto dell’anonimato: "Siamo di fronte a una tragedia immane, che ci lascia senza parole: ci auguriamo che venga fatta piena luce sull’accaduto".

Zantonini lavorava per una ditta esterna impegnata nella vigilanza privata. Operava di notte, in un gabbiotto riscaldato da una stufetta elettrica, e ogni due ore doveva effettuare un giro di controllo, documentandolo con un video. La famiglia sostiene che avesse più volte manifestato preoccupazioni per le condizioni di lavoro, i turni notturni prolungati e le temperature rigidissime, elementi che ora saranno al vaglio degli inquirenti.

Il sindaco di Cortina, Gianluca Lorenzi, e i vertici di Simico hanno espresso cordoglio, dichiarandosi "profondamente rammaricati e turbati per il decesso", precisando però che il cantiere non rientrava nella loro competenza diretta e che si attendono gli esiti delle indagini. Cordoglio anche dalla Fondazione Milano Cortina 2026, che ha ribadito l’impegno sul fronte della sicurezza, sottolineando di non avere responsabilità dirette sull’area interessata.

Il caso ha raggiunto anche il livello nazionale. In una nota, il ministero ha fatto sapere che "Matteo Salvini è profondamente addolorato per la morte del vigilante a Cortina ed esprime vicinanza alla sua famiglia", aggiungendo che il ministro ha chiesto informazioni dettagliate sul contratto e sulle mansioni svolte da Zantonini e ribadendo che "la sicurezza sul lavoro è una priorità, da preferire a ogni altro aspetto".

Durissima la presa di posizione dei sindacati. Alberto Chiesura e Denise Casanova, di Filcams Cgil e Cgil Belluno, parlano di un sistema in cui "nella vigilanza privata si muore con turnazioni esasperate" e chiedono che l’attenzione resti alta "fino a che l’ultimo bullone verrà smontato". Sulla stessa linea Roberto Toigo, segretario generale di Uil Veneto: "Attendiamo il lavoro degli inquirenti. Sarebbe estremamente grave se il 55enne avesse pagato con la morte il senso del dovere".

Zantonini era arrivato in Veneto nel settembre 2025, con un contratto a termine già prorogato e in scadenza a fine gennaio.

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