12 Gennaio 2026
Bayesian Fonte: Darkside
La fotografia scattata poco prima dell’affondamento del Bayesian mostra un dato chiaro e centrale: già alle 21:48 l’imbarcazione era inclinata sulla murata di dritta e con i bracci laterali - mooring whips - aperti, procedura di sicurezza anomala. Non un dettaglio secondario, ma un elemento strutturale che anticipa la dinamica dell'affondamento, infatti lo yacht Perini Navi affonderà infatti proprio da quel lato. Tuttavia, il fatto che la barca sia inclinata potrebbe essere il risultato delle onde del mare, anche se parrebbe piatto.
Dallo scatto esclusivo fornito dal capitano della Sr Baden Powell, Karsten Börner, a Darkside, l’albero del Bayesian risulterebbe, già dopo le 21:48, inclinato verso la fiancata di dritta. L’inclinazione rispetto alla verticale sarebbe evidente e incompatibile con una normale sosta in rada in condizioni operative regolari. Il dato potrebbe indicare che lo yacht Perini Navi "presentava già una criticità di assetto prima della fase finale dell'affondamento".
Questo elemento si inserisce nella ricostruzione dell’affondamento, descritto come "rapido e improvviso" dal Capitano Börner. La perdita di stabilità visibile nella fotografia potrebbe rappresentare la fase iniziale di un processo degenerativo culminato nell'affondameno dello yacht, avvenuto proprio sul lato di dritta. Ad ogni modo, il fatto che la barca possa sembrare inclinata potrebbe essere il risultato delle onde del mare, anche se parrebbe piatto.
Accanto all’inclinazione dell’albero, la fotografia mostra un secondo elemento rilevante: i bracci laterali del Bayesian, i cosiddetti mooring whips, risultano estesi sulla murata di dritta. Si tratta di strutture utilizzate per stabilizzare un mezzo accostato allo scafo principale, analoghe, per funzione, ai bracci che sulle navi commerciali sostengono le scialuppe durante le operazioni di movimentazione.
La presenza contemporanea di un assetto inclinato e l'idea di un’operazione di affiancamento in corso rafforza l’idea di una nave già in una condizione di equilibrio compromesso. L’imbarcazione, alle 21:48, non appare in configurazione di semplice sosta, ma in una fase operativa attiva.
A questo si aggiunge un ulteriore dettaglio tecnico: la scaletta lasciata aperta, elemento che su yacht di questo livello viene normalmente ritratto e alloggiato in una sede dedicata. Anche questo aspetto conferma che l’unità non era in una condizione di sicurezza passiva, ma in un assetto funzionale a operazioni esterne. Una prima ipotesi è che l’equipaggio abbia dimenticato di ritrarre i bracci laterali dopo l’ultimo movimento serale. Una spiegazione che appare però poco compatibile con il livello di sicurezza richiesto dalla presenza di Lynch a bordo. Un uomo che “non si fidava dei servizi cloud” e che custodiva dati sensibili e crittografati in casseforti fisiche, poi recuperate dall'MI6 il giorno dopo l'affondamento - come anticipato dal Giornale d'Italia - difficilmente avrebbe tollerato accessi potenzialmente attivi lasciati incustoditi. In qualsiasi modo, però, il fatto che i bracci siano aperti, così come la scaletta, potrebbero essere dovuti dal fatto che era in corso una festa, durante la quale le persone o l'equipaggio sarebbe potuto scendere e poi risalire in caso di necessità.
Tuttavia, al di là della dinamica dell’accesso o meno, il dato che emerge con maggiore forza è la condizione dello yacht stesso: il Bayesian pare mostrasse già una perdita di stabilità visibile.

Secondo quanto appreso già a maggio da ambienti vicini alle indagini dalle esclusive de Il Giornale d'Italia, il materiale informatico sensibile – tra cui computer, hard disk e memorie esterne – appartenente a Mike Lynch sarebbe stato rimosso dalle casseforti prima ancora dell’avvio delle operazioni ufficiali di recupero. Un’operazione silenziosa e rapidissima da parte dell’MI6, con cui Lynch aveva legami grazie alla sua azienda Darktrace. Lynch non era un imprenditore qualsiasi. Dopo la discussa vendita di Autonomy, nel 2011, aveva cofondato Darktrace, azienda di cybersecurity che vedeva nel Cda la presenza di ex ufficiali del MI5, del GCHQ e persino membri dei servizi americani e israeliani.
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