12 Gennaio 2026
Due scioperi nel giro di pochi giorni mettono in difficoltà Milano. Dopo la mobilitazione di lunedì 12 gennaio che ha coinvolto Trenord e Trenitalia, giovedì 15 gennaio potrebbe toccare al trasporto pubblico locale. Il sindacato Al Cobas ha infatti proclamato uno sciopero che rischia di causare disagi su metropolitane, tram e autobus gestiti da Atm. Una settimana particolarmente complicata, quindi, per pendolari e utenti dei mezzi pubblici.
Atm ha comunicato le fasce orarie interessate dall’agitazione: il servizio potrebbe non essere garantito dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 fino al termine del servizio.
Lo sciopero non riguarda soltanto il capoluogo. Oltre ai lavoratori Atm, l’agitazione potrà coinvolgere anche il personale della società Net, che opera nell’hinterland. A Monza lo stop è previsto dalle 9 alle 11.50 e dalle 14.50 fino a fine servizio. Per le linee extraurbane di Trezzo, invece, lo sciopero sarà dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 fino al termine del servizio.
Alla base della mobilitazione ci sono diverse rivendicazioni sindacali. “Lo sciopero è stato proclamato contro la liberalizzazione, privatizzazione, finanziarizzazione e gare d’appalto dei servizi attualmente gestiti dal Gruppo Atm e per la ‘reinternalizzazione’ dei servizi di Tpl ceduti in appalto e/o subappalto, anche complementari, di Milano e hinterland; contro il progetto ‘Milano Next’, per la trasformazione di Atm Spa in Azienda Speciale del Comune di Milano e il conseguente affidamento diretto in house dei servizi gestiti dal Gruppo Atm e dei servizi di Tpl dell’intera Città Metropolitana Milanese, nonché per la loro gratuità” spiegano i sindacati.
Tra le richieste avanzate c’è anche la “riattivazione del distanziamento tra conducenti di superficie e utenti a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e inibizione della porta anteriore per la salita e la discesa dei passeggeri; precarietà della pulizia, igienizzazione e sanificazione delle vetture e degli ambienti Atm; immobilità della dirigenza a tutela della sicurezza dei lavoratori più esposti ad atti aggressivi, anche con sistemi di protezione passivi; fruizione ferie per il personale viaggiante, con conseguente eccessivi residuo di ferie, carenza strutturale di personale, piani aziendali d’assunzione ed eccessivo utilizzo del lavoro straordinario per la programmazione ordinaria del servizio; trasformazione immediata di tutti i contratti part-time in full-time ai conducenti che ne fanno richiesta”.
Infine, i sindacati chiedono anche un aumento salariale: 150 euro netti “in egual misura a tutti i lavoratori fino al parametro 193, slegati dalla produttività, a risarcimento dei mancati rinnovi contrattuali, degli irrisori aumenti salariali e una tantum, nonché la soppressione dei premi ad personam”.
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