11 Gennaio 2026
Due nuovi testimoni mai ascoltati finora saranno interrogati a breve dalla procura di Brescia nell'ambito del delitto di Garlasco. Gli inquirenti hanno sottolineato come i due non siano mai stati sentiti, ma che entrambi fossero "fuori da casa Poggi la mattina dell'omicidio".
Il caso del delitto di Garlasco torna al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria con nuove testimonianze inedite che potrebbero aprire scenari finora rimasti ai margini. A rilanciare uno dei casi di cronaca nera più controversi degli ultimi vent’anni è il programma Le Iene, che nella puntata in onda l’11 gennaio presenta un’inchiesta firmata da Alessandro De Giuseppe e Riccardo Festinese. Al centro del servizio, due testimoni mai ascoltati prima che affermano di aver visto persone e movimenti sospetti la mattina del 13 agosto 2007, giorno dell’omicidio di Chiara Poggi.
Secondo la verità giudiziaria, fissata da sentenze definitive, l’unico responsabile dell’omicidio è Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima. Una conclusione che, tuttavia, non ha mai smesso di sollevare interrogativi e dubbi, alimentati negli anni da ricostruzioni alternative, nuovi accertamenti e ipotesi investigative mai del tutto esplorate. È in questo solco che si inseriscono le nuove testimonianze raccolte dalla trasmissione.
I due testimoni, un uomo e una donna che non si conoscono tra loro e che non hanno mai parlato pubblicamente prima, riferiscono versioni autonome ma tra loro coincidenti. Entrambi collocano quanto visto nello stesso arco temporale e nello stesso contesto, indicando soggetti già noti all’opinione pubblica e al dibattito mediatico, ma mai formalmente indagati. Si tratterebbe, secondo quanto emerso, di testimonianze dirette e non di racconti per sentito dire.
La prima è una donna che ha vissuto a lungo a Garlasco e che sostiene di aver riconosciuto senza esitazioni alcune persone legate alla vicenda proprio la mattina del delitto. La seconda è quella di un uomo che, dopo mesi di incontri con l’inviato, ha deciso di raccontare ciò che afferma di aver visto, pur precisando di non voler essere coinvolto ufficialmente e di non essersi mai rivolto alle forze dell’ordine. Con il passare degli anni, ammette, alcuni dettagli si sono affievoliti, ma resta la convinzione di aver assistito a fatti rilevanti.
Parallelamente, proseguono anche gli accertamenti tecnici. I consulenti della famiglia Poggi hanno concluso nuove analisi sugli oggetti indossati da Chiara – gioielli, orologio e accessori – che nel 2007 non erano stati esaminati in modo approfondito. Secondo i consulenti, i risultati avrebbero fornito i riscontri attesi e potrebbero diventare centrali in un’eventuale richiesta di revisione del processo a carico di Alberto Stasi, ipotesi che, alla luce degli ultimi sviluppi, appare sempre meno remota.
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