29 Novembre 2025
Nathan e Catherine, Fonte: Facebook, @edgardogulotta
La famiglia nel bosco di Palmoli, al centro di una vicenda giudiziaria che ha portato all’allontanamento dei tre figli da parte del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, ha deciso di accettare temporaneamente una nuova abitazione, offerta gratuitamente da un privato cittadino. La scelta, spiegano gli avvocati della coppia, è finalizzata a superare le criticità igienico-sanitarie contestate nella precedente sistemazione e a creare le condizioni per un rapido rientro dei bambini. Nel frattempo, gli avvocati dei genitori hanno depositato il reclamo contro l’allontanamento dei figli dai genitori e dalla casa del bosco.
In una nota firmata dai legali Marco Femminella e Danila Solinas, i genitori Nathan e Catherine comunicano di aver scelto “pur di ovviare alle criticità igienico sanitarie riscontrate, di accettare per il tempo necessario all’attuazione delle migliorie abitative richieste” un immobile messo a disposizione da un ristoratore di Ortona, originario di Palmoli. Si tratta di un casolare ristrutturato, immerso nel bosco palmolese, dotato di due ampie stanze, cucina, pozzo per l’acqua, bagno a secco e spazi per animali. Una soluzione che — sottolinea il proprietario Armando Carusi — consente alla famiglia di non rinunciare allo stile di vita semplice e vicino alla natura. Nathan, che ha visitato la struttura, sarebbe rimasto “molto impressionato” dal luogo e dagli strumenti tradizionali presenti nella cucina, confermato anche dal ristoratore: “Gli sono piaciuti moltissimo, è appassionato di queste cose”.
Parallelamente, il 28 novembre i legali hanno depositato reclamo contro l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni che ha disposto l’allontanamento dei tre bambini, trasferiti in una struttura protetta. Gli avvocati chiariscono alcuni passaggi della vicenda legale, definendo improprio parlare di “rinuncia” da parte del precedente difensore: “Non vi è stata alcuna rinuncia ma una revoca”, spiegano Femminella e Solinas. Secondo i legali, la vicenda sarebbe stata oggetto di “strumentalizzazioni” e di una lettura non sempre corretta dei passaggi processuali. “Ci auguriamo — concludono — che, chiuso il capitolo delle dichiarazioni illegittime, l’attenzione si concentri ora sulla convergenza di forze necessaria a ottenere il ricongiungimento familiare”.
La casa offerta si trova sempre nell’area boschiva di Palmoli, a breve distanza dalla precedente abitazione della famiglia. Carusi, il proprietario, la aveva ristrutturata per una locazione turistica e l’ha ora concessa in comodato gratuito “per permettere a Nathan e Catherine di ritrovare un ambiente adeguato e in linea con il loro modo di vivere”. Il luogo è descritto come autosufficiente, con camino in ogni stanza, acqua corrente, una fonte naturale nelle vicinanze e ampi spazi all’aperto. “È un posto unico”, dice il ristoratore, convinto che la famiglia possa stabilirsi lì in condizioni più idonee e senza rinunciare alla propria filosofia di vita.
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