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Benedetto Croce

Cristo di Borja, 10 anni dal restauro più brutto della storia dell’arte

Opera di una casalinga ottantenne senza nessuna esperienza di pittura, “Ecce Homo” ha avuto una diffusione planetaria. Ora attira centinaia di curiosi

19 Agosto 2022

10 anni dal restauro più brutto della storia dell’arte

Quale è il ritratto del Cristo più orribile di tutti i tempi? Secondo Dostojeskij, era il Cristo morto di Hans Holbein il Giovane, che mostra il redentore nel sepolcro il cui corpo è (quasi blasfemamente) ritratto in leggero stato di decomposizione. Secondo lo scrittore russo, a guardarlo troppo a lungo "si poteva perdere la fede". Questa operazione di restauro, ad opera della volenterosa ma del tutto incapace ottantenne Cecilia Gomez, potrebbe essere un degno concorrente.

Il restauro più brutto di sempre: ora attira migliaia di persone

L'opera, in origine, era piuttosto insignificante. Si tratta di un affresco ritraente Cristo ad opera di Elias Garcia Martinez, artista ormai misconosciuto ma di una certa celebrità locale. Il ritratto, considerato tra le più belle opere religiose nella zona di Zaragoza, era conservato nella Chiesa di Borja, in uno stato di avanzatissimo deterioramento a causa dell'umidità.

La pimpante signora Cecilia, frequentatrice devota della chiesa, amava molto il ritratto di Martinez, e decise di adoperarsi personalmente per restaurarlo. Purtroppo, Cecilia non aveva nessuna conoscenza di pittura o restauro, e il risultato, come si può facilmente vedere, fu un disastro. Inizialmente Cecilia tentò di correggere i propri errori, ma l'effetto fu di trasformare il nobile volto del redentore in un essere deforme che alcuni compararano a "una scimmia" o "una patata".

Il risultato finale fu tanto orribile da ottenere immediatamente un clamoroso eco mediatico. L'immagine divenne immediatamente un meme, girò su internet, giornali e notiziari, tutti concordi nel definirlo il più brutto restauro del mondo.

La volenterosa signora Cecilia soffrì inizialmente moltissimo per tutta la vicenda. Soffrì di violentissimi attacchi di panico e non uscì di casa per settimane. Intanto, c'era la questione su cosa fare con il ritratto. Gli eredi del pittore Martinez sostenevano di volerlo restaurare, ma ben presto ci si ride conto che le potenzialità del restauro erano molto superiori all'originale. Fu esposto in Colorado, e poi nuovamente a Zagaroza, attirando decine di migliaia di visitatori, disposti a spendere i due ore di ingresso per ammirare il "capolavoro".

Anche la signora Cecilia riuscì a cadere in piedi. Chiese (e ottenne) di venire riconosciuta come autrice dell'opera al 50%, ottenendo dunque metà degli incassi. Fece devolvere i guadagni in beneficenza ad una associazione che curava l'atrofia muscolare, malattia di cui soffriva suo figlio. Ed è anche riuscita a usare la notorietà per vendere suoi quadri su EBay.

Dunque, una storia esilarante di sfortuna, che ha però permesso a Cecilia Gomez di fare molto bene e persino avviare una (vera) carriera da pittrice. Del resto, le vie del signore sono infinite.

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