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Covid e sfortunate coincidenze: i cinesi ignorano il diritto internazionale e noi subiamo senza il coraggio di reagire

Montagnier, Chumakov, Tritto e molti altri autorevoli scienziati hanno denunziato la verità e sono stati calunniati, ridotti al silenzio. È ora di dire al mondo la verità

Di Alfredo Tocchi

22 Gennaio 2022

Covid e sfortunate coincidenze: i cinesi ignorano il diritto internazionale e noi subiamo senza il coraggio di reagire

Laboratorio (fonte foto Pixabay)

Sono un lettore compulsivo. Se un argomento m’interessa, mi documento. In questi due anni, ho letto cose assolutamente sbalorditive, almeno per me, che sono da 31 anni un avvocato internazionalista. Ne cito una in particolare: il 7 febbraio 2019, due europarlamentari, Miroslav Mikolášik e Peter Liese, a nome del PPE, hanno presentato un’interrogazione che chiede una presa di posizione del Parlamento Europeo in merito a questa notizia: Durante il recente secondo summit internazionale sull'editing genomico umano, tenutosi a Hong Kong dal 27 al 29 novembre 2018, il ricercatore cinese He Jiankui ha inaspettatamente annunciato il primo uso clinico dell'editing genomico germinale e ha affermato che tale tecnica ha reso possibili due nascite. In estrema sintesi, nonostante Il divieto di modifica del genoma germinale sia sancito in Trattati internazionali - quali la Dichiarazione universale sul genoma umano e i diritti umani (1997) e la Convenzione di Oviedo (1997) e dal diritto dell'UE, in Cina – alla luce del sole e rendendo persino noti i risultati in un summit internazionale – si fa uso clinico dell'editing genomico germinale. Ora, vi domanderete, cos’ha a che fare questa notizia con il Covid 19?
Nel mondo, secondo un rapporto dell’Oms del 2017, operano 54 laboratori BSL-4, tra quelli in funzione o in fase di costruzione. Gli Stati Uniti guidano la classifica dei Paesi con più strutture ad alta sicurezza, con ben 10 BSL-4 operativi. La Cina ha due centri: uno a Wuhan e l’altro ad Harbin, nel nord del Paese. In Europa la Germania può contare su tre BSL-4 attivi e uno in fase di costruzione; il Regno Unito ne ha quattro, con uno programmato. Seguono la Francia (1), l’Italia (2), la Svizzera (2), l’Ungheria (1), l’India (1), l’Australia (2, uno in costruzione). È all’interno di queste strutture che i ricercatori maneggiano quotidianamente i virus, molti dei quali letali e in grado di infettare, se non uccidere in pochi giorni, milioni di esseri umani. Siamo di fronte, ha scritto il South China Morning Post in un lungo reportage, alla “prima linea del mondo della virologia”, dove uomini e donne con addosso abiti da astronauti, più paia di guanti e altre protezioni varie, hanno il compito di decostruire il codice genetico di agenti patogeni mortali. La loro missione è una: sferrare contrattacchi ai virus usando vaccini e farmaci antivirali. Ciò che il South China Morning Post non dice, è che nei due laboratori cinesi vengono condotti esperimenti finalizzati alla creazione di armi biologiche. In un articolo scritto su Nature in occasione dell’apertura del laboratorio BSL -4 di Wuhan, https://www.lescienze.it/news/2017/02/25/news/laboratorio_cinese_patogeni_pericolosi-3435336/, l’autore avanzava riserve sulle reali finalità delle autorità cinesi. Lo copio e incollo:
“A Wuhan, in Cina, sta per essere inaugurato un laboratorio in grado di gestire gli agenti patogeni più pericolosi del mondo. La mossa è parte di un piano per costruire tra i cinque e i sette laboratori di biosicurezza di livello 4 (BSL-4) in tutto il continente cinese entro il 2025, e ha generato molta eccitazione, ma anche perplessità. Fuori della Cina, alcuni scienziati si preoccupano infatti che gli agenti patogeni possano fuoriuscire dall'impianto, aggiungendo una dimensione biologica alle tensioni geopolitiche tra la Cina e altre nazioni. Ma i microbiologi cinesi stanno celebrando il loro ingresso nell'élite abilitata a lottare con le più grandi minacce biologiche del mondo. “Ci saranno più opportunità per i ricercatori cinesi, e il nostro contributo allo studio dei patogeni di livello BSL-4 andrà a beneficio del mondo", spiega George Gao, direttore del Key Laboratory of Pathogenic Microbiology and Immunology dell'Accademia delle scienze cinese a Pechino. Ci sono già due laboratori BSL-4 a Taiwan, ma il National Bio-safety Laboratory di Wuhan sarebbe il primo sul continente cinese.
Il laboratorio è stato certificato come conforme alle norme e ai criteri di BSL-4 dal China National Accreditation Service for Conformity Assessment (CNAS) nel mese di gennaio. Il CNAS ha esaminato le infrastrutture, le attrezzature e la gestione del laboratorio, dice un rappresentante dell'ente, spianando la strada all'approvazione da parte del Ministero della salute. Un rappresentante del Ministero dice che si muoverà lentamente e con cautela; se tutto andrà liscio, si potrebbe approvare il laboratorio entro la fine di giugno. BSL-4 è il massimo livello di biocontenimento: i suoi criteri comprendono il filtraggio dell'aria e il trattamento delle acque e dei rifiuti prima che lascino il laboratorio; inoltre, stabiliscono che i ricercatori debbano cambiarsi i vestiti e lavarsi sotto la doccia prima e dopo l'utilizzo delle attrezzature del laboratorio. Microfotografia in falsi colori di Ebola, uno dei virus più letali (Credit: Age Fotostock / AGF)Queste strutture sono spesso controverse. Il primo laboratorio BSL-4 in Giappone è stato costruito nel 1981, ma ha lavorato su agenti patogeni a basso rischio fino al 2015, quando le preoccupazioni relative alla sicurezza sono state finalmente superate. Anche l'espansione delle reti di laboratori BSL-4 negli Stati Uniti e in Europa nel corso degli ultimi 15 anni – più di una dozzina ora operativi o fase di realizzazione in ciascuna regione – ha incontrato resistenze, compresi i dubbi sulla necessità di così tante strutture. Il laboratorio di Wuhan è costato 300 milioni di yuan (44 milioni di dollari); per fugare i dubbi sulla sicurezza è stato costruito molto al di sopra della golena (la zona che può allagarsi in caso di alluvione) e con la capacità di resistere a un terremoto di magnitudo 7, anche se la zona non è a forte rischio sismico. Si concentrerà sul controllo delle malattie emergenti e sulla conservazione di virus purificati; inoltre, sarà un "laboratorio di riferimento" per l'Organizzazione Mondiale della Sanità, in collegamento con laboratori simili in tutto il mondo. "Sarà un nodo fondamentale nella rete globale di laboratori di biosicurezza", sottolinea il direttore del laboratorio Yuan Zhiming. L'Accademia delle scienze cinese ha approvato la costruzione di un laboratorio BSL-4 nel 2003, e l'epidemia di SARS (sindrome respiratoria acuta grave), scoppiata nello stesso periodo, ha dato impulso al progetto. Il laboratorio è stato progettato e costruito con l'aiuto francese nell'ambito di un accordo di cooperazione del 2004 sulla prevenzione e il controllo delle malattie infettive emergenti. Ma la complessità del progetto, la mancanza di esperienza della Cina, la difficoltà di mantenere il finanziamento e le procedure di approvazione governative hanno fatto sì che la costruzione non fosse completata fino alla fine del 2014. Il primo progetto del laboratorio sarà studiare l'agente patogeno di livello BSL-3 che causa la febbre emorragica Congo-Crimea: si tratta di un virus mortale veicolato dalle zecche che colpisce il bestiame in tutto il mondo, anche nella Cina nord occidentale, e che può anche colpire gli esseri umani. I piani futuri includono lo studio del patogeno che causa la SARS, che non richiede un laboratorio di livello BSL-4, prima di passare a Ebola e al virus Lassa dell'Africa occidentale, che lo richiedono. "Un milione di cinesi circa lavora in Africa: il paese dev'essere pronto a ogni evenienza, dice Yuan. "I virus non conoscono confini." Gao è andato in Sierra Leone durante la recente epidemia di Ebola, permettendo al suo gruppo di determinare la velocità con cui il virus mutava in nuovi ceppi. Il laboratorio Wuhan darà al suo gruppo la possibilità di studiare in che modo questi virus causano malattie e di sviluppare trattamenti a base di anticorpi e piccole molecole, dice. Le opportunità di collaborazione internazionale, nel frattempo, aiuteranno l'analisi genetica e l'epidemiologia delle malattie emergenti. "Il mondo si trova ad affrontare sempre nuovi virus emergenti, e abbiamo bisogno di un maggiore contributo della Cina", dice Gao. In particolare, preoccupa la comparsa di virus zoonotici, che passano dagli animali agli esseri umani, come la SARS o Ebola, dice Bruno Lina, direttore del laboratorio di virologia VirPath di Lione, in Francia. Molti membri dello staff del laboratorio di Wuhan si sono formati in un laboratorio BSL-4 di Lione, il che, secondo alcuni scienziati, è rassicurante. E l'impianto ha già effettuato un test di funzionamento con un virus a basso rischio. Ma il laboratorio cinese è ugualmente fonte di preoccupazione. Il virus della SARS è sfuggito diverse volte dagli impianti ad alto livello di contenimento di Pechino, fa notare Richard Ebright, biologo molecolare della Rutgers University di Piscataway, nel New Jersey. Tim Trevan, fondatore della CHROME Biosafety and Biosecurity Consulting a Damasco, nel Maryland, sostiene che una cultura aperta è importante per garantire la sicurezza dei laboratori BSL-4, e mette in dubbio che possa essere facile in Cina, dove la società dà una grande importanza alla gerarchia. "La diversità di punti di vista, la presenza di strutture orizzontali dove ognuno si sente libero di esprimersi e la trasparenza delle informazioni sono importanti," dice. Yuan afferma che ha lavorato per risolvere questo problema con lo staff. "Diciamo loro che la cosa più importante è che riferiscano ciò che hanno o non hanno fatto", sottolinea. E le collaborazioni internazionali del laboratorio aumenteranno l'apertura. "La trasparenza è alla base del laboratorio", aggiunge. Il progetto di espandersi in una rete aumenta le preoccupazioni. Un laboratorio BSL-4 a Harbin è già in attesa di accreditamento; i prossimi due saranno a Pechino e Kunming, e il secondo sarà focalizzato sull'utilizzo di modelli di scimmia per studiare malattie. Lina dice che la dimensione della Cina giustifica questo ampliamento, e che la possibilità di combinare la ricerca BSL-4 con un'abbondanza di scimmie su cui effettuare gli studi sarà un notevole vantaggio: quando si tratta di primati i ricercatori cinesi devono affrontare meno burocrazia rispetto a quelli che lavorano in Occidente. "Se si vogliono testare vaccini o farmaci antivirali, è necessario un modello di primate non umano", dice Lina. Ma Ebright non è convinto della necessità di più di un laboratorio BSL-4 in Cina. Sospetta che l'espansione laggiù sia una reazione alle reti statunitensi ed europee, che, sostiene, sono altrettanto ingiustificate. Ebright aggiunge che i governi danno per scontato che tale eccesso di capacità sia dovuto al potenziale sviluppo di armi biologiche. "Queste strutture sono intrinsecamente a doppio uso", dice. Anche la prospettiva di avere più opportunità di infettare scimmie con agenti patogeni è preoccupante, e non eccitante: "Possono scappare, graffiare e mordere". Trevan dice che gli investimenti della Cina in un laboratorio BSL-4 possono essere soprattutto un modo per dimostrare al mondo che la nazione è competitiva. “È un grande status symbol nel campo della biologia", dice, "che si tratti o meno di una necessità".
Per una sfortunata coincidenza, appena un paio d’anni dopo la pubblicazione di questo articolo, proprio a Wuhan appare il Cov-Sars 2 (e la Cina è grande – anzi il mondo è grande: perché non a Shangai, Pechino o Hong Kong, per restare in quella parte del mondo?).
Coincidenza? E io dovrei credere che il virus si è sviluppato a Wuhan perché i Cinesi mangiano i pipistrelli? I Cinesi ignorano il diritto internazionale, giocano con l’editing genomico germinale e con i virus chimera per uso militare e noi subiamo senza il coraggio di reagire, insabbiando per il timore di scatenare il panico. Montagnier, Chumakov, Tritto e molti altri autorevoli scienziati hanno denunziato la verità e sono stati calunniati, ridotti al silenzio. È ora di dire al mondo la verità. Dopo cinque milioni e mezzo di morti, occorre un’inchiesta seria, non coordinata dall’OMS di cui la Cina è il maggior finanziatore insieme agli USA. Ma forse non conviene a nessuno che l’Occidente sappia che il laboratorio di Wuhan è stato costruito dai Francesi, che i Canadesi hanno fornito i patogeni e che gli Americani hanno trasferito in Cina i loro migliori scienziati dopo il divieto di produzione di armi biologiche ribadito dalla Presidenza Obama (il primo divieto era stato deciso sotto la Presidenza Nixon). Così è iniziata la più grande campagna di mistificazione della storia.

Di Alfredo Tocchi

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